Tari

Il complesso in sé per sé ha una storia recente: nel 1989 nasce Il Tarì, società consortile per azioni, allo scopo di dar vita ad un’articolata struttura in grado di ospitare ogni tipo di attività connessa al mondo orafo. L’atto costitutivo registra la partecipazione di sette soci.
Nel 1990 viene presentato alla stampa un dettagliato plastico del centro; il 30/7/1992
hanno inizio i lavori di realizzazione dell’opera, terminati quattro anni dopo.
L’investimento complessivo ammonta a circa 300 miliardi di lire, coperti per oltre la metà dai soci e per la rimanente parte con finanziamenti pubblici italiani ed europei. Ma il Tarì non è altro che l’ultima tappa, caratterizzata da elevati gradi di professionalità e di competenza manageriale, di un processo evolutivo a carattere secolare: nel XV secolo Ferrante d’Aragona firmava il primo disciplinare per questa attività che aveva già il suo insediamento fuori le mura, oltre la Porta di Massa, fra l’Università e il porto, in Piazza Orefici, affinché si potesse sviluppare senza i vincoli dell’abitato più antico. Per secoli dunque Piazza Orefici “è stata l’area di incontro, l’insolito spazio operativo per generazione di orafi. Un luogo insostituibile per chi ci viveva, mitico per chi operava altrove. La sosta era d’obbligo e il rituale degli incontri si ripeteva lungo tutto il giorno.”
Quindi, cinque secoli dopo gli orafi napoletani ritornano ad insediarsi al di fuori del tessuto urbano, in un’area a forte vocazione industriale: “il filo ideale che lega due momenti storici così lontani è dato dal fatto che, allora come oggi, l’insediamento è massiccio, corale, forte di tutte le componenti presenti nella vecchia Piazza Orefici.”.
In sostanza gli operatori partenopei del settore si sono ritrovati tutti insieme, come un tempo, consolidando e sviluppando ulteriormente un rapporto già secolare. La piazza era il luogo d’incontro, il punto in cui la cultura e la tradizione orafa convergeva e cresceva grazie ad un’interazione reciproca, informale e spontanea; “di qui il bisogno di avere ancora una piazza che, richiamando quella antica, favorisca l’abitudine all’incontro, al caffè, alle quattro chiacchiere”.
“Il Tarì è una realtà autonoma, poliedrica, stabile. Dove il gioiello non viene presentato, ma progettato, realizzato e distribuito attraverso una serie di efficaci iniziative promozionali.”
Con altre parole, ci troviamo di fronte ad una vera e propria città dell’oro396 in cui si svolgono tutte le attività connesse alla realizzazione e alla vendita dei monili. Nel centro confluiscono quindi figure professionali diverse e complementari: sono presenti infatti
- 65 industriali;
- 42 artigiani;
- 80 distributori
per un totale di quasi duecento operatori, a cui si aggiungono le attività comuni397,
realizzate dal Tarì, prevalentemente connesse
- alla R&S;
- al Marketing;
- alla Formazione
che consentono di migliorare il livello qualitativo dell’offerta proposta dalle unità reticolari e di conseguire evidenti economie di scala.
Si delinea dunque una struttura complessa, variamente articolata, che riunisce circa 200 aziende operanti nella progettazione, lavorazione e vendita di oreficeria e gioielleria399, coadiuvati da una struttura di grado superiore che, prioritariamente, offre servizi ad utilità comune.
Il complesso è ubicato nell’area industriale di Marcianise, a qualche centinaio di metri dall’uscita di Caserta Sud, lungo l’autostrada Roma–Napoli, e a pochi minuti dall’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino. Posizione felicissima e quanto mai vicina a Napoli, città in cui Il Tarì ritrova le sue radici culturali e professionali. L’estensione del Centro è di circa di 130 mila mq. Il corpo di ingresso si sviluppa su quattro livelli e ospita tra l’altro la Scuola Orafa, i locali destinati alla formazione, due sportelli bancari, l’agenzia viaggi e l’infermeria. L’area interna presenta due grandi piazze, al centro delle quali sorgono costruzioni monopiano in acciaio per servizi comuni, quali ristorante, bar, self–service, sala congressi, ecc.
Al di sotto di queste sono distribuiti oltre 500 posti auto per i soci.
Lo spazio riservato agli operatori nodali, per l’esercizio delle loro attività, è costituito da una serie di moduli di 75, 165, 612 mq, variamente accorpati a seconda delle esigenze. Ogni modulo dispone di un fronte espositivo lungo i camminamenti che circondano il perimetro delle grandi aree aperte.

di Mario De Rosa [Visita la sua tesi »]

Condividi questa pagina