Metronapoli

Il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato, nel marzo 1997, il Piano Comunale dei Trasporti (PCT). In realtà, la nascita di questo piano è stata anticipata da un lungo lavoro di ricerca del sistema di trasporto a Napoli iniziato nel 1994. E’ stato così possibile creare un piano che contrastasse il forte degrado urbanistico a cui era sottoposta la città dovuto ad un uso indiscriminato e selvaggio di automobili, motoveicoli e motocicli. La strategia principale proposta nel PCT “[…] è volta all’individuazione di una rete intermodale che garantisca l’accesso all’intero territorio cittadino con il più basso costo-tempo percepito dagli utenti. Infatti, “l'obiettivo di fondo del Piano è la costruzione di un sistema a rete interconnesso e intermodale, dove attraverso la diversità dei modi di spostamento, si può migliorare l'accessibilità e si può rendere l'uso dell'automobile una opzione e non una necessità”.6 In altre parole, si punta a creare un sistema di trasporto pubblico tale da consentire la riduzione dei tempi per raggiungere uno dei qualsiasi punti nevralgici della città, di modo da convincere gli utenti a lasciare a casa le proprie automobili.
A questo scopo, è ormai già da qualche anno che è in fase di costruzione una rete di trasporto su ferro di livello europeo, in parte già operativa, che al termine prevedrà la realizzazione di “9 linee, 18 nodi di
interscambio ferroviario, 16 nodi di interscambio modali e 96 stazioni”.
E’ in questo contesto che si inserisce METRONAPOLI S.p.A., l’azienda incaricata della gestione di tutte le linee su ferro, della città di Napoli e che studieremo approfonditamente nei prossimi paragrafi.
Il primo atto di nascita dell’azienda METRONAPOLI S.p.A. si ha nell’anno 2000 quando il Comune di Napoli, Trenitalia S.p.A. e ANM (oggi anch’essa S.p.A.), firmano un accordo quadro tramite il quale si impegnano a costituire una nuova società, chiamata appunto METRONAPOLI, “[…] per la gestione integrata del trasporto su ferro nella città di Napoli […] al fine di ottimizzarne il livello, anche in considerazione del riordino generale del trasporto a livello locale, come disciplinato dalle disposizioni di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modifiche, e al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 e successive modifiche, ai sensi delle quali sono stati delegati alle Regioni e agli Enti Locali i compiti e le funzioni relative al servizio pubblico di trasporto di interesse regionale e locale”.
Poco tempo dopo la firma dell’accordo quadro, per la precisione il 26 luglio 2000, viene effettivamente costituita METRONAPOLI come società per azioni con capitale sociale complessivo pari a Lit. 1.000.000.000 suddiviso in azioni così distribuite:
- Comune di Napoli: n. 5100 azioni del valore nominale di Lit. 100.000 ciascuna, per un valore nominale complessivo di Lit. 510.000.000 (51% del totale).
- Trenitalia S.p.A.: n. 3800 azioni del valore nominale di Lit. 100.000 ciascuna, per un valore complessivo di Lit. 380.000.000 (38% del totale).
- ANM (Azienda Napoletana Mobilità): n. 1100 azioni del valore nominale di Lit. 100.000 ciascuna, per un valore nominale complessivo di Lit. 110.000.000 (11% del totale)
Le suddette quote di partecipazione derivano dalle entità degli apporti in denaro erogati dagli enti economici di cui sopra che, pertanto, sono proporzionali alle rispettive percentuali di partecipazione. "La società [...], ha per oggetto - in esecuzione delle previsioni della legge 8 giugno 1990 n. 142 e della legge 23 dicembre 1992 n. 498 – la gestione dell'esercizio delle linee metropolitane e funicolari esistenti in Napoli, nonché lo studio per l'organizzazione e la gestione di nuove linee metropolitane e dei relativi impianti tecnologici, attrezzature e servizi in genere per il trasporto ferroviario metropolitano".
E’ previsto inoltre che la società possa compiere attività accessorie a quelle suddette nell'ambito del mandato avuto dal Comune di Napoli: ad esempio, acquisto e/o vendita di materiale rotabile; acquisto, noleggio, costruzione, gestione stazioni, magazzini, parcheggi ed altri servizi accessori al trasporto metropolitano; conclusione di accordi con aziende di servizio, compagnie ferroviarie e con ogni altra amministrazione che la società riterrà utile per gli scopi sociali; promozione di servizi nel settore del trasporto urbano anche al fine della formazione dell'addestramento del personale preposto all'esercizio delle linee, nonché all'assistenza complementare e alla manutenzione del materiale rotabile e delle strutture immobili, fisse e mobili.
Inoltre, per il conseguimento dell’oggetto sociale, lo statuto prevede che METRONAPOLI possa anche acquisire partecipazioni di altre società sia italiane che straniere, già costituite o costituendi, purché abbiano scopi analoghi, nonché stipulare joint-ventures con partner di nazionalità italiana
o straniera. Allo stesso tempo, la società di METRONAPOLI è aperta alla partecipazione di altre aziende locali esercenti la medesima attività e/o a forme di integrazione con le aziende del settore.
Per quanto riguarda l'Assemblea dei Soci, vengono prevalentemente seguite le disposizioni generali del codice civile: pertanto, l'assemblea viene convocata tramite pubblicazione dell'avviso di assemblea sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana almeno quindici giorni prima. Per le deliberazioni, si tiene conto delle azioni possedute dai soci mediante la proporzione “1 azione = 1 voto” e si ritengono conseguite, in sede ordinaria, se in prima convocazione si raggiunge il voto favorevole di almeno il 65% del capitale sociale; per le successive convocazioni invece, si usano le disposizioni previste dall'articolo n. 2369, comma terzo del codice civile. Invece, quando si ritiene necessario apportare delle modificare agli articoli 8, 15 e 17 dello statuto,9 sarà necessario convocare l’assemblea in sede straordinaria e, in questi casi, per approvarne le eventuali delibere, sarà necessario il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 65% del capitale sociale. Per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione, esso risulta composto da cinque membri i quali delegano le proprie funzioni di rappresentanza ad un Amministratore Delegato: questi pertanto, sarà investito dei poteri più ampi in merito alla gestione ordinaria e straordinaria della società. Tutti (Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato), resteranno “[…] in carica per il periodo che sarà determinato dall’Assemblea e comunque non superiore a tre esercizi e sono rieleggibili”.
Per quanto riguarda il Collegio Sindacale poi, esso è costituito da 3 sindaci e 2 supplenti nominati dall'assemblea ordinaria. "Il controllo del collegio sindacale ha per oggetto l'amministrazione della società globalmente intesa e si estende a tutte le attività sociali, al fine di assicurare che la stessa venga svolta nel rispetto della legge e dell'atto costitutivo, nonché dei principi di corretta amministrazione [...]. La vigilanza del collegio sindacale è esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori in quanto organo investito della gestione della società, ma riguarda anche l'attività dell'assemblea e comunque può estendersi in ogni direzione".
Infine, dal punto di vista più strettamente contabile, lo statuto prevede che l'esercizio sociale si chiuda il 31 dicembre di ogni anno e che gli utili eventualmente conseguiti, previa destinazione ad accumulo della riserva legale fino al raggiungimento di almeno un quinto del capitale sociale, vengano distribuiti secondo deliberazione dell'assemblea dei soci.

di Fabio Musella [Visita la sua tesi »]

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