Tad

TAD, il cui nome completo è, non a caso, TAD-Concept Store. La storia di TAD, acronimo che sta per Tendenze ed Antiche Debolezze, inizia nel 1991, da un’idea di Marina Coffa, viaggiatrice curiosa ed instancabile, autentica cosmopolita con un debole per la raffinatezza asiatica e i colori brasiliani, con l’apertura del negozio TAD in via San Giacomo a Roma; successivamente, nel 1996, viene avviata la produzione e distribuzione di TAD Home Interiors. L’esclusiva linea di arredamento e oggettistica per la casa che già lasciava intravedere la filosofia di marca che avrebbe poi avuto completa fioritura nel 2001, con l’apertura del Tad Conceptstore in via del Babuino, una delle strade più importanti e significative per quel che riguarda lo shopping romano e internazionale. Marina Coffa, titolare del negozio e attenta art director, è autrice di ogni dettaglio ma soprattutto dell'estetica di un tipo di store innovativo, aperto alla confluenza tra passato e futuro, propenso a preservare la modernità degli interni in accordo con pochi e ricercati simboli asiatici. Il Conceptstore, una superficie di circa ottocento metri quadrati, progettato nella parte architettonica dallo Studio Peia di Milano, è attualmente gestito dalla stessa designer insieme alle sue tre figlie, Valentina, Federica e Olivia, interpreti autentiche dello spirito trasversale dello spazio vendita.
Definito da molti come la risposta italiana al mitico Colette di Rue Saint-Honoré a Parigi o al famosissimo Jeffrey di New York, TAD Conceptstore è stato creato con un preciso intento: «recuperare l'idea di un lusso privato in un luogo aperto al pubblico». Il progetto dello spazio TAD nasce dunque dall'esigenza di un nuovo
luogo nel centro della città dove il settore "tradizionale" di TAD, ovvero l'arredo e il complemento d’arredo, potesse entrare a far parte di una visione globale del vivere contemporaneo, di uno stile di vita che abbraccia tutto un modo di essere, dall'abitare al vestire.
Nell’addentrarsi in esso, la prima sensazione che si ha è di essere in un museo o in un luogo dedito all’intrattenimento, un ambiente eclettico, in cui il consumatore ha l’occasione di mettere in gioco i propri sensi. Da subito la vista, l’udito, il tatto, l’odorato e l’olfatto sono stimolati attraverso i diversi spazi che edificano l’intero ambiente. Spazi interamente progettati secondo i dettammi della comunicazione polisensoriale.
Questo moderno concept store ci accoglie attraverso un corridoio luminescente, facendoci pregustare il
percorso espositivo creato dal negozio, avvolti nel fresco profumo dei fiori proveniente dall'area dedicata alla decorazione floreale. Qui l'analogia con i luoghi della città è evidente: spazi differenziati come strade e piazze, aree aperte e chiuse e grandi lucernari si alternano alla presenza della luce naturale. L'altro elemento di forte caratterizzazione è il colore, inteso come una texture di fondo: pareti in toni cangianti e a contrasto identificano le diverse aree, mentre i pavimenti sono trattati in resina su base argento e acqua marina. Ma il contributo cromatico è fornito anche da giochi di luce e grafica che si proiettano sulle pareti dell'area d'ingresso.
Colori, giochi di luce, essenze profumate, oggetti da toccare e da sentire, suoni ricercati e spazi di benessere per la cura personale: nel concept store l'esperienza sensoriale, si crea attraverso il mix di questi e altri componenti, primo fra tutti un design sofisticato. Tad, dunque, sollecita sensorialmente i suoi visitatori. Li immerge in una dimensione privata complessa e protetta, dove l'illuminazione riscalda le superfici scure dei mobili squadrati e i profumi invadono l'atmosfera, dove i pezzi dei più celebri marchi del design mondiale si coniugano perfettamente con la proposta dell'Home Collection di etichetta TAD: oggetti di arredo e complemento unici, ideati e creati dalla stessa Marina Coffa.
E la sensazione quando si entra è proprio di essere in un souk marocchino o in un bazar postmoderno, con pavimenti di cemento grigio ravvivati da pagliuzze dorate, muri dipinti di turchese e cuscini di shantung rosa shocking sparsi un po’ ovunque.

di Giovanni Belli [Visita la sua tesi »]

Condividi questa pagina