Il modello di Mundell-Fleming

E' un modello è di tipo keynesiano e costituisce un'estensione del modello IS-LM ad un'economia aperta. Tale modello è essenziale per comprendere il modo in cui, in una tale economia, le politiche monetarie e fiscali influenzano il livello del reddito aggregato.

Mundell e Fleming trattano sia il caso in cui i tassi di cambio sono flessibili, vale a dire quando la Banca Centrale permette al tasso di cambio di modificarsi liberamente al variare dell’economia, sia il caso in cui questi sono fissi. Per uno studio sugli Stati europei, che fanno parte dell’EMU, noi analizzeremo perciò il modo di operare di un’economia in regime di tassi fissi.

Le tre equazioni che compongono il modello sono:




La prima equazione (IS) descrive il mercato dei beni e stabilisce la legge per la quale il reddito aggregato Y è costituito dalla somma dei consumi C, degli investimenti I, della spesa pubblica in beni e servizi G e delle esportazioni nette NX. Inoltre l’equazione specifica da cosa dipende ogni variabile: il consumo è direttamente proporzionale al reddito disponibile Y-T; l’investimento è legato da una relazione inversa al tasso d’interesse; le esportazioni nette sono funzioni inverse del reciproco del tasso di cambio nominale, 1/e, vale a dire il valore nominale della moneta nazionale in termini di valuta estera. Le esportazioni nette dipendono negativamente da 1/e perché il modello di Mundell-Fleming si basa su un’economia aperta in cui i prezzi interni e internazionali non variano, almeno nel breve periodo; in una tale situazione, quando 1/e aumenta, la valuta nazionale vale di più e, quindi, i beni interni diventano relativamente più costosi rispetto ai beni esteri e ciò causa una diminuzione delle esportazioni stimolando le importazioni. Anche il reddito nazionale influenza le importazioni; infatti, in generale, se il reddito delle famiglie aumenta, una parte di questo reddito viene destinata all'acquisto di prodotti stranieri, incrementando quindi le importazioni.

Oltre a tener conto della bilancia commerciale, nel loro modello Mundell e Fleming considerano un ulteriore elemento, vale a dire l'altra componente della bilancia dei pagamenti, rappresentata dai movimenti di capitale. L’ipotesi di base è che la decisione se investire nel proprio Paese o in un Paese straniero è determinata dal tasso di interesse; in altre parole, a parità di ogni altra condizione gli investitori spostano i loro capitali laddove i rendimenti sono più elevati.

La seconda equazione (LM) descrive l’equilibrio sul mercato della moneta. Semplicemente essa afferma che, definendo M (offerta di moneta) come variabile esogena determinata dalla Banca Centrale, questa, in termini reali, M/P, è uguale alla domanda L. La domanda, a sua volta, è determinata in senso inverso dal tasso d’interesse e positivamente dal reddito.

L’ultima relazione lega il tasso d’interesse domestico con quello mondiale i*, imponendo un’uguaglianza tra i due. Tale condizione sta ad indicare che un Paese può prendere o concedere fondi a prestito sui mercati finanziari mondiali in qualunque quantità essa desideri senza determinare una variazione del tasso d’interesse mondiale.

Dunque, il modello base di Mundell-Fleming è rappresentato nel grafico 2, dove si nota che la posizione della curva IS assicura il passaggio per il punto in cui la curva LM interseca la retta orizzontale i=i*; questo accade anche grazie alla variazione del tasso di cambio.



Secondo Mundell e Fleming l'efficacia della politica fiscale e della politica monetaria, considerate le due principali politiche cui i governi fanno ricorso, è molto dipendente dal regime di cambio (fisso o flessibile) e dal grado di mobilità internazionale dei capitali.
In particolare, in regime di cambi fissi si ha che:

— L’efficacia della politica fiscale è legata all’alto grado di mobilità dei capitali. Quest'ultima, infatti, influenza in modo determinante la quantità di moneta in circolazione;

— L’efficacia della politica monetaria dipende, invece, dal basso grado di mobilità di capitali. Quest'ultima, infatti, da questo punto di vista determina consistenti e rapidi deflussi o afflussi di capitale.

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