San Benedetto

Le origini della società risalgono al 1956, anno in cui i fratelli Bruno ed Ermenegildo Scattolin, imprenditori di Scorzè (Venezia), pensarono di sfruttare industrialmente le falde dell’ “Acqua della salute San Benedetto”, conosciuta fin dai tempi della Repubblica Veneta per le sue qualità “curative” e, appunto per questo, bevuta e ricercata dagli stessi nobili veneziani.
L’atto di costituzione dell’impresa, nata sotto forma di società a responsabilità limitata con un capitale di tre milioni, risale al 10 aprile 1956. Della compagine proprietaria faceva parte anche Augusto Zoppas, con una quota minoritaria del 33,4%, primo presidente della società.
Il progetto societario dei signori Scattolin non durò però molto tempo. Ben presto l’azione industriale, che essi avevano progettato, mise in evidenza la necessità di coperture finanziarie fuori dalla loro portata. Infatti, dopo un primo aumento di capitale che portava la dotazione a dodici milioni, al secondo, che richiedeva di innalzare il capitale sociale a sessanta milioni, furono costretti a rinunciare alla quota di sottoscrizione loro spettante. Fu così che prese avvio il passaggio del controllo societario a favore dei fratelli Zoppas, essendo nel frattempo entrati nella compagine anche Luigi e Francesco. La quota degli Scattolin si ridusse progressivamente nel tempo, tanto che nel 1962 detenevano soltanto il due per cento di un capitale che ormai aveva raggiunto i trecentoventi milioni di lire. La loro presenza all’interno della società risulta poi cessare a partire dal 1965.
Con l’uscita di scena degli Scattolin, prende quindi vigore l’azione dei fratelli Augusto, Francesco e Luigi Zoppas, pionieri industriali di Conegliano, già attivi nel settore degli elettrodomestici. Essi, convinti assertori dell’iniziativa, rimasero gli unici proprietari dell’Acqua Minerale San Benedetto, che nel frattempo era stata trasformata in società per azioni.
I capitali resi disponibili dai nuovi soci per l’ingresso nella società, e quindi per l’avvio degli investimenti necessari per lo sfruttamento della fonte, provengono dall’azienda di elettrodomestici fondata dagli stessi fratelli Zoppas appunto a Conegliano.
Con l’ingresso della famiglia Zoppas si dà il via ad una strategia a medio termine di massicci investimenti tecnologici. E’ allargata la gamma dei prodotti e all’acqua minerale (San Benedetto e Guizza) si aggiungono le bibite e gli aperitivi.
Nel 1979 l’azienda aveva un fatturato di 3 miliardi di lire, che nel 1989 diventeranno 73.
Nel 1980 San Benedetto comincia a posizionarsi come azienda innovativa, ad alto contenuto tecnologico e con una moderna visione del mercato.
Dopo lo sviluppo degli anni ’70 dell’innovazione di processo basata sul “one way packaging” (vuoto a perdere) in vetro, nell’80 lancia, prima azienda italiana nel settore, i contenitori in PET (polietilèn-glicole-tereftato) da 1,5 litri, cui seguiranno i formati da mezzo litro, da 1 litro e da 2 litri.
Le caratteristiche di asetticità e riciclabilità di questo materiale pienamente accettato sia sul piano della totale garanzia della salute del consumatore che sul piano ambientale, hanno decretato negli anni il successo di questa scelta. In questi anni l’azienda realizza anche un’integrazione verticale del processo, autoproducendo tutti i contenitori necessari alla sua importante crescita.
Oggi, a fronte di tale scelta, la San Benedetto vanta uno degli stabilimenti d’imbottigliamento più grandi del mondo, con una capacità produttiva di circa seicentomila pezzi all’ora.
Tra il 1984 e il 1988 vengono stipulati da San Benedetto due importanti accordi di franchising:
− il primo, più importante, con Cadbury Schweppes International, attraverso il quale l’azienda ottiene la produzione e la distribuzione su tutto il territorio nazionale dell’intera gamma di prodotti;
− il secondo, nel 1988, viene stipulato con Pepsi Co. International per produrre e commercializzare in Italia la gamma di prodotti a marchio
Pepsi e Seven Up. Questo accordo è poi cambiato, diventando un accordo di co-packing131 .
Nello stesso anno, grazie anche all’impulso dato dai nuovi accordi internazionali, inizia l’espansione dell’azienda verso i mercati esteri (Francia, ex Jugoslavia, Danimarca, America Latina, Hong Kong ed ex Unione Sovietica).
Nel biennio 90/91 c’è una certa stagnazione dell’economia che induce i consumatori a fare attenzione ai prezzi; così iniziano a svilupparsi i Discount dove si possono trovare i beni di consumo a marchio economico. In questo momento la San Benedetto si trova di fronte ad una scelta molto importante, e cioè decidere su quale dei due marchi puntare. Viene deciso di utilizzare il marchio San Benedetto come immagine dell’azienda e di utilizzare Guizza come primo prezzo da inserire nei Discount. La scelta si rivela azzeccata e la Guizza diventa leader tra le acque economiche, intanto parte una grande comunicazione per il marchio San Benedetto sostenendo forti spese di marketing e puntando molto sull’immagine. La produzione nel ’92 è di circa 600 milioni di litri di San Benedetto e di circa 80 milioni di Guizza.
All’inizio del 1993 l’azienda è tra le prime in Italia a realizzare un impianto di imbottigliamento completamente in asettico per la produzione di bibite non gassate e sfrutta questo vantaggio competitivo per affermarsi in mercati innovativi, in linea con i trend emergenti di consumo. San Benedetto rinnova inoltre l’immagine della propria marca con una spinta innovativa che coinvolge tutto il settore, e che determina per l’azienda un successo senza precedenti. L’impegno nella comunicazione diretta al consumatore, iniziata già nel ’90, si intensifica ulteriormente, stabilendo un rapporto quotidiano con il pubblico che accresce costantemente la notorietà e l’immagine dell’azienda, dei suoi marchi e dei suoi prodotti.
Grazie ad un know-how tecnologico che consente importanti innovazioni di processo e di prodotto, e sulla base di visioni e strategie di mercato vincenti, San Benedetto si avvia lungo un percorso che la porterà negli anni a seguire ad affermarsi come leader o co-leader in tutti i mercati del beverage in Italia.
Nel 1995 nasce la Gran Guizza S.p.A., controllata dalla società di Scorzè, che imbottiglia nel nuovo stabilimento di Popoli (Pescara) l’acqua minerale Fonte Valle Reale.
Nell’anno seguente nasce in Francia a Gadagne la società Europeene D’Emboutillage, frutto di una joint venture produttiva e commerciale tra Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. e Cadbury Schweppes. Nel 1997 viene dato il via alla costruzione di uno stabilimento vicino Valencia in Spagna da parte della nuova società Agua Mineral S.A. per l’imbottigliamento di acqua minerale a marchio Fuente Primavera e bibite. Alla fine dell’anno attraverso la società Alpe Guizza S.p.A. ha inizio l’imbottigliamento dell’acqua minerale Fonte Caudana a San Donato in provincia di Biella.
Questi sono anni di continuo sviluppo per l’azienda veneta, che detiene anche una partecipazione in Agua Mineral Santa Clara C.P.A., azienda della Repubblica Dominicana per l’imbottigliamento e commercializzazione di Acqua Minerale, e nel 2000 imbottiglia nello stabilimento di Popoli l’acqua minerale Fonte Primavera, destinata al solo canale tradizionale.
Nel 2001, attraverso un accordo di collaborazione con Danone, viene costituita in Polonia la società Polka Voda, primo passo importante per una significativa presenza di San Benedetto nei paesi dell’est Europa. Nello stesso anno l’azienda acquisisce dal gruppo Italaquae il 100% della società Acqua di Nepi S.p.A. ampliando il proprio portafoglio prodotti con le acque minerali effervescenti naturali.
In ultimo nel 2002 viene stipulato un ABL (Atlantic Beverage Limited), cioè un contratto di conto-lavoro per la produzione e il confezionamento di prodotti Coca-Cola per il mercato Europeo.
Nel grafico seguente possiamo vedere la conformazione del gruppo San Benedetto, notando che Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. è interamente controllata attraverso la Finanziaria San Benedetto S.p.A., che gestisce le partecipazioni azionarie e le strategie operative delle controllate.

di Luca Aversano [Visita la sua tesi »]

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