La teoria di Heckscher-Ohlin

Secondo gli economisti classici, il vantaggio comparato era basato sulle differenze nelle tecniche produttive, ma non offrivano alcuna spiegazione di queste differenze. La teoria di Heckscher-Ohiln estende il modello classico per esaminare le cause del vantaggio comparato e gli effetti del commercio internazionale sulle remunerazioni dei fattori nei due paesi.

La teoria H-O, nella sua essenza, può essere presentata sottoforma di due teoremi:

1. Teorema di Heckscher-Ohlin: riguarda la struttura degli scambi e afferma che “un paese esporterà il bene la cui produzione richiede l’utilizzo intensivo del fattore che nel paese è relativamente abbondante e poco costoso, mentre importerà il bene la cui produzione richiede l’impiego intensivo del fattore che nel paese è relativamente scarso e costoso”

2. Teorema del pareggiamento del prezzo dei fattori: riguarda gli effetti del commercio internazionale sui prezzi dei fattori e si può enunciare in maniera seguente: “ il commercio internazionale conduce all’eguaglianza delle remunerazioni relative e assolute dei fattori omogenei tra i paesi”. (Samuelson)
Di seguito si riporta la rappresentazione grafica del teorema.



Le critiche a questa teoria sono diverse:

- Scarso realismo delle ipotesi: Tecnologie identiche; beni omogenei; concorrenza perfetta su tutti i mercati; istituzioni identiche ovunque.

- Paradosso di Leontief (‘53): Leontief calcolò (con tabelle input-output) il fabbisogno complessivo di K e L per unità di esportazioni e importazioni statunitensi del 1947. Da questo studio risulta che gli USA esportavano merci ad alta intensità di L ed importavano merci ad alta intensità di K. Ma gli USA erano concordemente ritenuti il paese relativamente più dotato di K di tutti gli altri paesi con cui gli USA stessi commerciavano.

- Le dotazioni relative dei fattori sono in grado di spiegare le direzioni di commercio nel 50% dei casi, cioè solo nel 50% dei casi il teorema di H-O è verificato. (Trefler, 1995)

- Missing trade puzzle (Trefler, 1995): I volumi di commercio sono molto inferiori a quelli predetti dai modelli teorici. Paesi relativamente abbondanti di K (industrializzati) commerciano troppo fra loro e troppo poco con i paesi relativamente abbondanti di L (paesi in via di sviluppo).

- I confini nazionali hanno un ruolo importante, anche in assenza di barriere tariffarie e non tariffarie (Helliwell & McCallum ‘95); Esempio: il commercio fra 2 province canadesi risultava 22 volte maggiore che fra 1 provincia canadese e 1 stato americano (1988).

- Viene spiegato solo il commercio inter-industriale e non il commercio intra-industriale, mentre l’evidenza empirica dimostra che larga parte del commercio fra paesi industrializzati consiste in commercio di beni simili.

di Valerio Cutolo [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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