Managing Public Relations: i 4 processi di Grunig e Hunt

Nel libro “Managing Public Relations” di Grunig e Hunt uscito nel 1984, i due studiosi propongono quattro modelli per l’analisi dei processi di comunicazione alla base delle relazioni pubbliche.

1) Il primo è quello della one-way communication, in cui l’azienda comunica con i suoi interlocutori (potremmo usare nel nostro caso la parola stakeholder) in modo unidirezionale, ovvero in un modo che considera la comunicazione come un “telling, not listening” . L’attenzione è concentrata qui solo sul mittente, mentre il ricevente è rilegato ad un ruolo passivo di semplice ricezione delle informazioni comunicate.

2) Il secondo modello è quello della two-ways asymmetric communication: la comunicazione che si instaura tra azienda e i suoi collaboratori, sia esterni che interni, è bidirezionale ma sbilanciata, asimmetrica appunto. Ciò vuol dire che c’è uno squilibrio tra l’importanza assunta dai processi comunicativi dall’azienda verso gli interlocutori e il feedback ricevuto. In altre parole, si può parlare di una soluzione two-ways in quanto anche il destinatario ha la possibilità di comunicare e interagire con il mittente, ma asimmetrico in quanto la sua interazione ha poca, per non dire alcuna, influenza sulle scelte dell’azienda. L’azienda, anche dopo aver ascoltato la controparte per capirne le esigenze e i limiti, non cambia le sue posizioni.

3) Lo step successivo è rappresentato dal terzo modello, cosiddetto della two-ways symmetric communication: il flusso di comunicazione tra mittente e ricevente è bidirezionale e l’importanza delle due parti è bilanciata. Tra di esse si instaura un dialogo aperto in cui, se da una parte l’azienda cerca di influenzare con i suoi messaggi gli interlocutori, dall’altra questi ultimi influenzano con il loro feedback la comunicazione dell’azienda, come in un circolo che dovrebbe essere il più fruttuoso possibile per entrambi.

4) Il quarto e ultimo modello proposto è quello definito propaganda model: il flusso di informazioni che vengono comunicate dall’azienda risulta volutamente incompleto, distorto o fuorviante e serve il solo scopo di aumentare la fiducia e l’approvazione dei suoi interlocutori.

di Chiara Trabattoni [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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