Fundamental analysis using financial ratios

Il contributo di Ou-Penman

Un modello di valutazione e analisi fondamentale in letteratura è il modello di Ou-Penman. Tale modello si caratterizza per il fatto che permette di legare l’analisi fondamentale ai financial ratios e, in particolare, la sua proprietà principale è rappresentata dalla sua capacità di trarre indicazioni sull’andamento degli earnings futuri attraverso lo studio dei financial ratios stessi.

Il filone di studi in cui si inserisce il modello di Ou-Penman (“Fundamental analysis using financial ratios”) ha, sostanzialmente, due obiettivi di fondo:
1) utilizzare l’informazione contenuta nei financial ratios per poter derivare delle previsioni circa il conseguimento degli utili futuri più accurate rispetto a quanto non avvenga attraverso l’utilizzo di altri metodi (come, ad esempio, le previsioni degli analisti);
2) il secondo obiettivo è, invece, quello tipico degli studi di analisi fondamentale e, cioè, identificare le cosiddette mispriced securities.

La premessa sottostante tale filone di studi è che i modelli di tipo “financial ratio based”, come il modello di Ou-Penman, appunto, sono in grado di produrre delle stime più attendibili circa gli utili futuri rispetto a quanto, invece, accade con i modelli alternativi e, siccome la maggiore attendibilità delle previsioni ottenute attraverso l’impiego di tali modelli non viene riflessa nei prezzi delle azioni, di conseguenza si può affermare che il mercato dei capitali è inefficiente.

In letteratura, sono noti diversi studi attraverso i quali si è cercato di interpretare il potere “predittivo” di alcuni ratios (quali, ad esempio, il price/earnings o il price/book value) e, in particolare, la loro idoneità ad essere considerati attendibili indicatori della crescita degli utili. La logica sottostante le capacità predittive circa il conseguimento degli utili futuri dei due indici succitati è la seguente: il prezzo di una azienda è dato dal valore attuale dei rendimenti futuri attesi provenienti da investimenti correnti e futuri, dal momento che gli utili correnti misurano solamente la profittabilità e i rendimenti di investimenti correnti e passati. Il prezzo, dunque, contiene informazioni in merito alla profittabilità futura dell’azienda, il che contribuisce all’incremento del potere predittivo del price/earnings e del price/book value circa la crescita dei futuri earnings.

Questo modo di affrontare l’argomento oggetto dell’analisi sta alla base del modello di Ou-Penman. I due studiosi, tuttavia, rendono il tema più sofisticato, in quanto il loro principale obiettivo è studiare la capacità predittiva degli earnings futuri sulla base di una analisi multivariata dei financial ratios; in sostanza, l’idea alla base dello studio di Ou-Penman è valutare se, combinando l’informazione circa la crescita degli utili futuri contenuta nei singoli ratios, si possono ottenere informazioni e previsioni più accurate circa il conseguimento degli stessi utili futuri. I due studiosi, a tal fine, utilizzano delle procedure statistiche che determinano la riduzione da un insieme più ampio di financial ratios ad un sottoinsieme che, invece, esprima più efficacemente le attese circa gli earnings futuri e, attraverso il loro studio, essi dimostrano empiricamente proprio come questo modo di analizzare il problema generi una maggiore accuratezza delle previsioni e una contemporanea maggiore associazione delle stesse con il prezzo delle azioni.
Seguendo la stessa impostazione, tra l’altro, Ou-Penman analizzano anche l’eventualità che le strategie commerciali (“trading strategies”) che sfruttano l’informazione circa la crescita degli utili, siano in grado di produrre dei tassi di rendimento maggiori. L’evidenza empirica del loro studio, a tal proposito, dimostra come l’informazione contenuta nelle previsioni degli earnings sia utile nel generare degli anormali rendimenti delle azioni, il che suggerisce, come già anticipato in precedenza, che si ha una inefficienza del mercato dei capitali rispetto all’informazione economico-finanziaria.

In conclusione, però, va affermato che gli studi di Ou-Penman circa la relazione tra il valore di una azienda e le previsioni degli utili attraverso l’analisi dei financial ratios sono solo un esempio dei diversi approcci di analisi delle “ratio-based earnings predictions”. In linea generale, tra l’altro, si può constatare che tutti i diversi modelli tipici della “ratio-based earnings predictions literature” focalizzano l’attenzione sul potere predittivo dei financial ratios rispetto agli utili futuri e le analisi empiriche a supporto di ciascuno dei diversi approcci, in questo senso, dimostrano come i suddetti indici siano in grado di “predire” in maniera piuttosto attendibile l’andamento della crescita degli utili futuri.

di Giovanni Fabozzi [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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