La teoria della decentralizzazione di Oates

Secondo questo modello, la decentralizzazione trae principale giustificazione dalla sua capacità di soddisfare le preferenze di un numero maggiore di cittadini rispetto ad un sistema centralizzato. Il modello si basa su due ipotesi fondamentali.
1) La prima è che un governo di tipo centralizzato sia in grado di produrre un’unica politica su tutto il territorio. Per avere dunque differenziazione, occorre introdurre un sistema decentralizzato. L’ipotesi presa in considerazione da Oates è eccessiva, nel senso che diversità territoriali nelle politiche sono possibili anche in un sistema governato totalmente dal centro.
2) La seconda ipotesi è che le giurisdizioni locali sono disegnate in maniera tale da contenere al loro interno persone che hanno preferenze omogenee circa le politiche locali. Questa seconda ipotesi è valida probabilmente solo in società con forti differenziazioni di tipo etnico o linguistico, ma non corrisponde alla maggior parte delle società odierne. Comunque il modello serve a mettere in evidenza alcune proprietà dei governi decentralizzati.

Supponiamo che la collettività nazionale sia divisa in due gruppi di persone che formano due comunità geograficamente distinte che chiamiamo C ed A, e che il problema sia di individuare la quantità da produrre di un certo bene X ( con processo di produzione in condizione di rendimenti di scala costanti).
Supponiamo ancora che in ognuna delle due giurisdizioni tutti i cittadini abbiamo gusti identici, cosicché esiste una sola curva di domanda per ognuna.

DC è la curva di domanda della prima giurisdizione. DA quella della seconda.
Con la soluzione decentralizzata si produrrebbe QC nella prima e QA nella seconda. La soluzione centralizzata non può che essere una mediazione fra le quantità preferite delle due comunità : supponiamo la quantità QB . La soluzione, come si vede, obbliga i cittadini della prima giurisdizione a consumare, dato il prezzo, una quantità maggiore di quella che avrebbero desiderato consumare, se avessero potuto decidere da soli. Il contrario, cioè un consumo inferiore a quello desiderato, vale per la seconda giurisdizione.

La soluzione accentrata fornisce un livello di X pari a QB che non tiene conto della differenziazione delle preferenze. Entrambe le giurisdizioni subiscono una perdita di benessere dovuta per A al fatto che veniva domandata una quantità QA > QB per la quale si era disposti a pagare un prezzo più alto rispetto a quello pagato con una perdita quindi di benessere.
Per C vale il discorso opposto, ovvero che ottiene di più di quanto domanda ad un prezzo superiore con una risultante perdita di benessere.

La soluzione decentrata, al contrario, consentirebbe ad entrambe le comunità di realizzare la quantità ottimale domandata, la soluzione decentrata è quindi Pareto superiore alla soluzione accentrata.

Ci sono però alcune svantaggi nell’utilizzo della teoria di Oates. In primo luogo le ipotesi sono molto restrittive, il modello risulta essere quindi molto rigido. Per esempio abbiamo già visto che è possibile che lo stato centrale sia in grado di erogare servizi differenziati. Un altro elemento di criticità nei confronti della teoria proposta da Oates è il fatto che il costo marginale dell’offerta del bene non è detto che sia costante. Di conseguenza potrebbero risultare curve non lineari con effetti di benessere non così chiari.

di Daniele Frustagli [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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