Valencia 2007, una opportunità da sfruttare

La Comunità Valenciana è una delle 17 regioni che compongono lo stato spagnolo, confina con Murcia a Sud-Ovest, con Castilla la Mancha a ovest,con l’Aragona a nord e con la Catalogna a nord est.
L’area totale occupata da questa regione rappresenta il 4,6% del territorio spagnolo con i suoi 23.255 Km² e conta una popolazione che si aggira intorno ai 4,5 milioni di persone.
Rispecchiando l’andamento economico dell’intero stato spagnolo, il 65% delle attività economiche della regione sono concentrate nel settore terziario che negli ultimi anni ha registrato una espansione e una crescita importanti grazie alla capacità delle infrastrutture e dei programmi necessari ad attirare e ospitare il turismo internazionale, sempre crescente in quest’area.
Il capoluogo della Regione Valenciana è la conosciuta città di Valencia, terza della Spagna dopo Madrid e Barcellona per numero di abitanti (ne conta infatti 806.400).
Importante caratteristica della città è quella di godere certamente di una posizione geografica interessante nella Penisola Iberica: si trova, infatti, al centro dell’arco del Mar Mediterraneo Occidentale in linea con il corridoio marittimo est-ovest che attraversa il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra.
Come sappiamo, i porti detengono un ruolo essenziale per l’attività economica del territorio di cui fanno parte e per il suo commercio internazionale essendo delle infrastrutture di trasporto fondamentali tra il trasporto terrestre e quello marittimo.
Proprio per questo motivo una notevole importanza economica è assunta dal porto di Valencia, caratterizzato dalla facilità di concentrare e distribuire il traffico di merci del mar Mediterraneo Occidentale. Infatti, l’aria di influenza diretta del porto ha un raggio di 350 Km (zona in cui viene prodotto il 51% del Pil spagnolo e dove risiede la metà della popolazione attiva spagnola), ed, inoltre, sono presenti nel territorio numerosi mezzi di connessione stradale e ferroviaria molto validi e articolati con il nord, centro e sud del paese.
Altro aspetto d’importanza economica rilevante è la vicinanza del porto a paesi sia del sud Europa (come L’Italia, la Francia e il Portogallo) e sia del Nord Africa, questo influisce sulla grande efficacia con cui possono essere distribuite le merci in un raggio di 2000 km raggiungendo un mercato potenziale molto vasto.
Detto ciò, capiamo perché il porto di Valencia si trovi tra i primi 10 porti europei e i primi 50 del mondo per volume delle merci trasportate in container (il traffico si aggira sui 2.409 milioni di Teu annui, cifra che corrisponde a 40.862.000 tonnellate di merci), ed inoltre le cause per cui il traffico di container nel porto sia cresciuto di quasi il doppio nel corso degli ultimi 5 anni (passando da 1.308.000 di teu nel 2000 a 2.410.000 di teu nel 2005).
Quindi la città di Valencia e particolarmente il suo porto sono in costante e continua evoluzione tanto più che l’obiettivo della città è quello di accrescere la propria notorietà ed il proprio prestigio a livello internazionale. Uno dei modi per raggiungere questo obiettivo è quello di ospitare avvenimenti e manifestazioni di interesse internazionale.
Tra tutte le iniziative, quella che sicuramente ha avuto e avrà maggior risalto certamente è la celebrazione della trentaduesima edizione dell’America’s Cup, conosciuta come l’avvenimento sportivo velico più importante al mondo. Questo evento continua ad essere celebrato dal 1851 ogni 4 anni nel mare del paese a cui appartiene la barca vincitrice.
Il processo di tale competizione inizia con la Louis Vuitton Cup durante la quale si fronteggiano le squadre (challenger in linguaggio tecnico) partecipanti all’evento; dalla realizzazione di questi scontri esce un unico vincitore che gareggerà con l’equipaggio, chiamato defender, vincitore del trofeo di quattro anni prima, nell’America’s Cup Match che assegnerà il possesso della Coppa.
L’aspetto principale di questa trentaduesima edizione presenta dei cambi organizzativi sostanziali rispetto alle edizioni passate. Infatti le regate non si avranno solo nell’anno di celebrazione dell’evento, cioè nel 2007, ma a partire dal 2004 le squadre sono state impegnate in una serie di regate preparatorie svoltesi in vari porti europei (ad esempio Trapani, Marsiglia, Malmö-Skåne).
Questa modifica è stata voluta dagli organizzatori per aumentare la conoscenza e la pubblicità dell’evento nel Vecchio Continente: infatti, il 23 Novembre 2003, per la prima volta nella storia della competizione, una città europea fu scelta per ospitare l’America’s Cup.
Subito molte sono state le città a candidarsi per essere la sede di questo importante trofeo non appena si seppe, nel 2003, della vittoria della squadra svizzera di Alinghi, infatti un paese intercluso come la Svizzera non poteva essere la sede di questa competizione.
La scelta a questo punto ricadde su Valencia dopo aver dimostrato agli organizzatori svizzeri la superiorità rispetto le altre candidate per quanto riguarda le infrastrutture sportive del porto e le condizioni climatiche e logistiche adatte ad una competizione di questo tipo.
Dopo la designazione come sede della 32ª America’s Cup, per Valencia iniziò un piano ambizioso di preparazione all’evento: si sta attuando un importante miglioramento e un ampliamento delle sue infrastrutture considerando che si vedrà beneficiato non solo il settore nautico ma anche quello dei trasporti, della costruzione, del commercio e dell’industria turistica.
Come traspare dalle cifre, il più grande investimento corrisponde al ministero delle infrastrutture e dei trasporti che costituirà il 79% dell’investimento totale, una cifra che si aggira sui 1.600 milioni di euro. Parte di questi verranno dedicati all’ingrandimento dell’aeroporto della città dotandolo di una nuova pista d’atterraggio (dato che il traffico aereo ha in questo periodo aumentato la sua offerta di destini diretti al capoluogo valenciano), inoltre si sta costruendo la linea della metropolitana aeroporto-porto modernizzando, inoltre, gli elementi di trasporto, si stanno recuperando molte zone della città abbellendole e rendendole più funzionali.
Senza dubbio, il cambiamento che maggiormente ha colpito è stato quello della trasformazione della Darsena Interiore del porto commerciale per fare in modo che la competizione velica si svolga nelle migliori condizioni per le 12 squadre impegnate, per i mezzi di informazione e per suscitare, altresì, dei buoni giudizi internazionali.
Tra le opere più importanti che saranno realizzate nella darsena sicuramente bisogna citare le basi delle varie squadre, disegnate in funzione dei bisogni tecnici e logistici di ognuna, si convertiranno in veri e propri centri d’operazione in cui troveranno posto le imbarcazioni, gli strumenti necessari e il personale qualificato di ognuna delle squadre. L’edificio stampa che ospiterà nel suo intero un totale di 3250 giornalisti provenienti da tutto il mondo. Il Foredeck club, un edificio spettacolare di nuova concezione, riservato ai proprietari delle varie imbarcazioni che sarà situato nell’entrata del nuovo canale della darsena interiore, conterà di vista panoramica, sia verso la darsena interiore sia verso il campo di competizione che si svilupperà nel mare potendo osservare dalla sua posizione privilegiata la preparazione, l’entrata e l’uscita delle imbarcazioni al principio d’ogni regata.
Nel centro della darsena interiore sarà costruita un’isoletta con circa 40 attracchi per la flotta dei superyatch, barche sia a vela sia a motore di più di 50 metri, invitati nel porto per l’evento. Inoltre il nuovo canale navigabile, di 80 metri di larghezza e circa 600 metri di lunghezza, permetterà alle imbarcazioni partecipanti di raggiungere il campo di regata in appena 15 minuti.
I risultati economici attesi per questo evento si possono ricavare in primo luogo dai turisti che sono fin d’ora arrivati e che arriveranno a Valencia per seguire i vari atti e la celebrazione finale dell’America’s Cup Match: si è infatti calcolato che dal 2004 al 2007 i turisti attesi a Valencia si aggireranno intorno ai 3 milioni.
Altra importante fonte di guadagno per l’economia della regione saranno i capitali investiti dalle 12 squadre partecipanti, infatti ognuna è formata da un numero di persone che oscillano tra le 80 e le 100, che si sposteranno durante un lungo periodo, in molti casi con le rispettive famiglie. La spesa media d’ogni squadra, che si ripercuoterà nella economia valenciana, è stimata in circa 50 milioni di euro, quindi la spesa totale potrebbe aggirarsi intorno ai 600 milioni di euro durante i tre anni.
Gli organizzatori dell’evento e i diversi mezzi di comunicazione inviati per seguire le diverse fasi dell’evento, sono altri gruppi che genereranno guadagni diretti per l’economia valenciana.
Quest’ultima si incrementerebbe annualmente di un 1,7% in più di quello che sarebbe cresciuta in assenza della celebrazione della Coppa America. Questa maggiore crescita economica suppone la creazione di 27.760 posti di lavoro ogni anno nel periodo 2004-2007: un 1,6% degli impieghi totali. La maggiore attività economica e l’incremento degli impieghi diretti implicheranno un aumento degli stipendi dei lavoratori e dello sfruttamento delle imprese. Come conseguenza questo si tradurrà in una maggiore disponibilità di contanti nel sistema economico, fatto che si tradurrà in un aumento della domanda di consumo e d’investimento che alimenterà il sistema.
Considerando tutto quello fin qui discusso, i grandi eventi hanno fornito la prova di svolgere un ruolo rilevante nell'influenzare le decisioni riguardo alle destinazioni dei movimenti turistici e all’impulso dato al settore delle costruzioni per creare le strutture adatte per accogliere al meglio appuntamenti del calibro della Coppa America.
Tuttavia l'effetto di lungo termine dei grandi eventi sui flussi turistici è anche strettamente collegato alla capacità degli stessi eventi d’essere occasione per una rigenerazione urbana e catalizzatore per la definizione e la costruzione di una visione di una nuova città.
Tra le eredità che l’America’s Cup potrà lasciare alla città ospitante di Valencia, oltre ad un miglioramento delle infrastrutture ricettive e sportive, che consentiranno di catturare altri eventi sportivi negli anni futuri, vi è anche la reputazione di saper organizzare manifestazioni di livello internazionale. Infatti, l’elezione di Valencia come sede della prossima America’s Cup, garantisce nuove prospettive al futuro sviluppo economico e sociale del capoluogo spagnolo: un evento mondiale con queste caratteristiche è un’ambizione perseguita dalla maggior parte delle città.
Gli effetti possono essere ritrovati nell’impulso che è dato ai progetti strategici delle infrastrutture e dei servizi della città (ricordiamo l’ampliamento dell’aeroporto, l’ingrandimento della metropolitana, la sistemazione della darsena interiore del porto, la sistemazione di strade, parchi, palazzi...) ed, inoltre, nella grande importanza che questi eventi hanno sulla proiezione di una immagine di prestigio per Valencia quale esempio di città di qualità avanzata e con capacità organizzativa elevata.
Si può pensare che questo tipo d’eventi o manifestazioni sia molto redditizio in campo economico e finanziario. Si può prevedere, inoltre, che la città sperimenti un nuovo sviluppo; è fondamentale che essa sia in grado di approfittare di tutto questo potenziale basandosi su una strategia a lungo termine, che non finisca nel giugno del 2007, una volta terminata l’ultima gara della Coppa America, ma che abbia un orizzonte molto più vasto.

Per ulteriori informazioni riguardo il tema consultare la tesi “Il Porto di Valencia e gli effetti dell’America’s Cup” nel sito www.tesionline.it

di Stefano Gasparini [Visita la sua tesi »]

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