Il Sistema Previdenziale

I PILASTRI

L’attuale configurazione del Sistema Previdenziale italiano si basa su 3 Pilastri:

I Pilastro - la Previdenza pubblica, finanziata obbligatoriamente da contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro ed erogata dagli enti pubblici (ad esempio, INPS, INPDAP, ENPALS, etc).

II Pilastro - la Previdenza Integrativa o Complementare, costituita dai Fondi Pensione ad adesione collettiva (Fondi chiusi e aperti ad adesione collettiva).

III Pilastro - le forme di risparmio individuali, comprendenti sia i PIP (ossia i Piani individuali pensionistici) che sono forme gestite dalle assicurazioni, sia le adesioni individuali ai fondi aperti.


I SISTEMI DI FINANZIAMENTO

I sistemi di finanziamento dei trattamenti previdenziali sono meccanismi che regolano il funzionamento del sistema pensionistico per garantire l’equilibrio fra entrate e uscite.

Attualmente sono due i sistemi di finanziamento applicati:

- a ripartizione

- a capitalizzazione

Sistema a ripartizione

Questo sistema si basa sul finanziamento delle pensioni correnti (ossia di chi va in pensioni oggi) con i contributi versati dai lavoratori attivi (ossia da coloro che attualmente svolgono un'attività lavorativa). L'eventuale gap, ossia differenza, fra entrate e uscite del sistema pensionistico viene colmato mediante l'intervento dello Stato.

Questo sistema possiamo dire che sigla teoricamente un patto fra generazioni diverse, nel senso che la generazione corrente provvede ai bisogni previdenziali della generazione già entrata in pensione (ossia che ha lavorato in passato).

I principali rischi cui va incontro il sistema a ripartizione sono legati:

- all'invecchiamento della popolazione, poichè si riduce in tal modo il numero dei lavoratori attivi a fronte di un numero sempre più elevato di persone che vanno in pensione;

- a un eventuale ristagno dell'economia del Paese, che implica un più ridotto tasso di occupazione e, quindi, una minore possibilità di coprire il fabbisogno previdenziale;

- a una atteggiamento politico che avalla la possibilità di garantire la continuità temporale di questo meccanismo e il permanente intervento dello Stato.

Sistema a capitalizzazione

Questo sistema, introdotto dalla l.n.335/1995 (la cosiddetta legge Dini), si basa sul finanziamento individuale delle pensioni, nel senso che ogni individuo percepirà in futuro una pensione commisurata ai contributi versati nell'arco della sua vita lavorativa; questi contributi vengono accantonati in conti individuali e investiti nel mercato finanziario in attività fruttifere, garantendo in questo modo dei rendimenti che andranno a sommarsi ai contributi medesimi.

Il sistema a capitalizzazione opera, quindi, una redistribuzione del reddito individuale tra periodi di tempo diversi nell'ambito della vita di una persona; per questo motivo si dice che esso attua una redistribuzione intragenerazionale del reddito.

I principali rischi del sistema a capitalizzazione sono di tipo economico poichè dovuti essenzialmente:

- all'instabilità dei mercati finanziari, che potrebbe ridurre il valore dei contributi e gli eventuali rendimenti derivanti dagli investimenti dei contributi medesimi in attività fruttifere;

- all'inflazione, in grado di comprimere il valore reale dei contributi accumulati nel corso degli anni.

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