Come si legge un grafico

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Un primo esempio: la spesa pensionistica

Evoluzione della spesa pensionistica rispetto al Pil [Fonte: RGS (Ragioneria Generale dello Stato), 2006]

Questo grafico, come spiega il titolo, illustra l’andamento della spesa pensionistica nel tempo rispetto al Pil (Prodotto Interno Lordo). É un grafico di tipo lineare che pone sull’asse delle ascisse (ossia l’asse orizzontale) il tempo (in questo caso indicato in anni, ma potrebbe anche essere indicato in mesi o giorni) e sull’asse delle ordinate (ossia l’asse verticale) il rapporto, espresso in termini percentuali, tra spesa pensionistica e Pil.

Per spesa pensionistica intendiamo la spesa sostenuta dallo Stato per le pensioni pubbliche e private erogate ai cittadini.
Per Pil intendiamo il prodotto interno lordo, ossia la ricchezza prodotta in un anno da uno Stato, che è uno dei più importanti indicatori dell’economia di un Paese.

Per ottenere il rapporto spesa pensionistica/Pil in un determinato anno, ad esempio nel 2007, bisogna dividere il valore della spesa pensionistica del 2007 per il valore del Pil nell’anno 2007; il risultato ottenuto va poi moltiplicato per 100, se vogliamo esprimerlo in termini percentuali, ossia:

SPESA PENSIONISTICA DEL 2007 / PIL DEL 2007 * 100

In generale, i grafici che mettono in relazione il fattore tempo con un altro fenomeno (in questo caso il rapporto spesa pensionistica/Pil) prendono il nome di serie storiche, in quanto mostrano l’evoluzione nel tempo di un determinato fenomeno.

Il grafico contiene due curve
- la curva o linea più marcata indica il trend (ossia la tendenza) evolutivo della spesa pensionistica rispetto al Pil, dall’anno 2000 al 2050, nel caso in cui venga totalmente applicata la normativa vigente ;
- la curva meno marcata indica lo stesso trend evolutivo, per il medesimo periodo di tempo, in caso di non totale applicazione della normativa vigente.

Se si guarda con attenzione la curva più marcata, si nota che poco prima dell’anno 2005, ossia in corrispondenza del 2004, si rileva una lieve flessione del rapporto spesa pensionistica/Pil, flessione dovuta all’entrata in vigore della legge n.243/04 che dispone l’innalzamento dei requisiti anagrafici e contributivi minimi per andare in pensione.

Tuttavia, la spesa pensionistica continua, negli anni seguenti, a crescere raggiungendo un picco intorno al 2006. Subito dopo si nota una flessione rispetto al picco ma la spesa continua a crescere per circa un trentennio, fino all’incirca la seconda metà degli anni Trenta.. Dopo questa data comincia una consistente riduzione del rapporto spesa pensionistica/Pil.
L’andamento dapprima crescente e poi decrescente della spesa pensionistica viene definito gobba previdenziale.

LA DOCUMENTAZIONE INFORMATIVA dei Fondi Pensione

Aderire a un Fondo pensione è una scelta importante che presuppone l’esistenza di un consenso da parte del lavoratore. Per essere sicuri che ciò avvenga, la recente normativa ha introdotto l’obbligo di consegnare al potenziale aderente, prima della sua adesione, una serie di documenti. Tra di essi rivestono particolare importanza il Regolamento e la Nota informativa.

Il Regolamento contiene le indicazioni principali sulle caratteristiche di funzionamento della forma complementare e sui diritti e gli obblighi dell’aderente.

La Nota informativa contiene, in maniera sintetica e analitica, le informazioni necessarie per comprendere il funzionamento del fondo pensione e l’eventuale convenienza ad aderirvi da parte dei destinatari della forma di previdenza complementare.

LA NOTA INFORMATIVA: L'ISC E IL TER

La nota informativa ed il regolamento/statuto rappresentano le principali fonti informative per i soggetti coinvolti nella previdenza complementare.
In particolare la nota informativa, che è composta da quattro sezioni (scheda sintetica; caratteristiche della forma pensionistica complementare; informazioni sull’andamento della gestione; soggetti coinvolti nell’attività della forma pensionistica complementare) contiene, sia per sintesi che per dettaglio, le principali caratteristiche della forma di previdenza. Tra gli elementi che è possibile trarre dalla nota informativa e che consentono di effettuare un scelta consapevole assumono rilievo:

- la tabella in cui è riassunto per ciascun comparto o per ogni linea l’INDICATORE SINTETICO DEI COSTI (ISC). Tale indicatore, calcolato secondo la metodologia prevista dalla COVIP, fornisce una rappresentazione dei costi complessivamente gravanti, direttamente o indirettamente, sull’aderente nella fase di accumulo della prestazione previdenziale mostrando di quanto si riduce ogni anno, nei periodi di tempo considerati (2, 5, 10 e 35 anni) e per effetto dei costi, il potenziale tasso di rendimento dell’investimento rispetto a quello di una analoga operazione non gravata da costi.
Sono esclusi dall’ISC i costi relativi a eventuali commissioni di incentivo e a commissioni di negoziazione nonché, più in generale, quelli che presentano carattere di eccezionalità o sono comunque collegati a eventi o situazioni non prevedibili a priori (ad esempio, le spese legali e giudiziarie);

- la tabella in cui è riassunto il TOTAL EXPENSES RATIO (TER) il quale indica il rapporto percentuale, riferito a ciascun anno solare dell'ultimo triennio, fra il totale degli oneri posti a carico del patrimonio del comparto fondo interno/OICR/gestione interna separata e il patrimonio dello stesso alla fine di ciascun periodo (c.d. TER).
Il TER esprime un dato medio e non è pertanto rappresentativo dell’incidenza dei costi sulla posizione individuale del singolo aderente. Nel calcolo del TER non si tiene conto degli oneri di negoziazione né degli oneri fiscali sostenuti.

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