Coca-Cola: alla conquista degli Stati Uniti

Continua la battaglia di numeri con la PepsiCo

L’americana Coca-Cola ha annunciato, lo scorso 25 maggio, l’acquisto di Glaceau, (giovane azienda che produce acqua vitaminizzata di New York) per la cifra di 4,1 miliardi di dollari (3,05 milioni di euro).
Si tratta dell’acquisizione più costosa mai realizzata dal gruppo in 115 anni di storia.
Questa operazione, in un mercato in pieno sviluppo, dovrebbe permettere al numero uno mondiale di bibite non alcoliche di interrompere il lento declino delle vendite negli Stati Uniti.
Fondata nel 1996, Glaceau è oggi la numero due del mercato americano delle acque aromatizzate e arricchite, dietro solo alla Propel (gruppo PepsiCo); con una produzione di 5 milioni di bottiglie, la società detiene il 30% del marcato statunitense; e fino al 2006 l’azienda era rimasta nelle mani dei fondatori, fino a quando l’indiana “Tata” ha acquisito il 30% del capitale.
Per Coca-Cola, che finora aveva preferito ingrandirsi e commercializzare i nuovi prodotti, questo riacquisto segna una rottura strategica. Se gli analisti giudicano troppo alto il prezzo pagato per Glaceau (rappresenta dieci volte le vendite annuali della società), valutano anche che il gigante di Atlanta non poteva più aspettare per avviare una diversificazione. Operazione che, al contrario, era stata già messa in opera dal suo concorrente PepsiCo, balzata in avanti con l’acquisto di Quaker Oats (le bevande Gatorade) nel 2000, per 14 miliardi di dollari (10,4 miliardi di euro).
Le vendite della Coca-Cola “classica” sono in diminuzione, negli Stati Uniti, dal 2005, e nel 2006 l’arretramento è arrivato a meno 4,8%: la tendenza negativa si spiega con il cambiamento delle abitudini alimentari degli americani, che hanno abbandonato le bevande zuccherate per prodotti più dietetici.
Nonostante il prezzo molto alto, la Borsa ha apprezzato questo cambiamento strategico, e a New York, le azioni del gruppo sono arrivate a 51,89 dollari l’una, in crescita dell’1,27%.

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