Oleificio Domenico Manca

Il connubio tra la famiglia Manca e l’olivicoltura nasce intorno al 1916, quando il nonno dell’attuale amministratore dell’azienda, Domenico Manca senior, avvia una piccola attività di molitura delle olive in un frantoio sito nel centro di Alghero; allora per fare muovere le molazze veniva utilizzata la forza animale. Tuttavia, la tradizione olearia della famiglia Manca comincia ben più in là nel tempo; gli avi del sig. Domenico si occupano di olivicoltura e allevamento di bestiame già a partire dalla fine dell’Ottocento.
L’attività passa così di padre in figlio, cercando di mantenere sempre viva la tradizione olearia che per così tanto tempo ha contraddistinto la famiglia Manca. È importante sottolineare che la continuità della tradizione subisce una leggera flessione quando intorno al 1960 il padre del sig. Domenico abbandona per qualche tempo l’attività di produzione di olio d’oliva, dedicandosi pur sempre con lo stesso impegno e la stessa passione ad altre attività, sempre nel settore agro – alimentare.
Sono gli anni nei quali, in seguito a determinati accordi internazionali, la Comunità Economica Europea azzera le tariffe doganali sui semi oleosi; l’apertura delle frontiere agli oli di semi si traduce in una forte contrazione nella produzione di olio d’oliva e molti produttori sono costretti a cedere il passo alle produzioni provenienti da paesi terzi: produzioni meno pregiate, ma sicuramente più convenienti.
Le cose cambiano intorno agli anni ’70, quando il sig. Domenico Manca, dopo un’esperienza di lavoro alla Pirelli, decide di riprendere in mano l’attività del genitore, da dove era stata lasciata.
Il nucleo oleario si sposta dal centro di Alghero nelle colline attorno alla città catalana, ed è qui che nasce e si sviluppa l’attività olearia così come è attualmente.
Il primo periodo la produzione è orientata principalmente al mercato locale e non si ha ancora una vera e propria attività di imbottigliamento.
È a partire dal 1975 che viene lanciato il marchio “San Giuliano”, che prende il proprio nome dal colle dove è situata la sede principale dell’azienda, e le prime bottiglie di olio fanno la loro comparsa sugli scaffali di molti negozi di tutte le province sarde.
Ma il sig. Manca vuole di più; confidando nella superiorità qualitativa del proprio olio inizia a collocare una piccola parte dei prodotti anche nel Nord della Penisola.
La risposta dei consumatori non si fa attendere, la qualità dell’olio San Giuliano è premiata da una serie di risultati positivi che convincono il proprietario a creare una vasta rete di vendita nel Nord Italia.
Punto nevralgico di questa rete è Parma, dove viene costruito un magazzino dove ospitare i prodotti in attesa di essere venduti. La cittadina emiliana non è stata scelta a caso, rappresenta infatti un crocevia che permette ai prodotti San Giuliano di raggiungere in tempi brevi tutto il Nord Italia.
Gli anni ’80 vedono crescere sempre più la notorietà dell’impresa algherese, soprattutto grazie all’avvio di imponenti campagne pubblicitarie curate da importanti agenzie pubblicitarie, per far si che l’olio prodotto dall’azienda sia riconoscibile e riconosciuto da più persone possibili; il “passaparola” così importante, nel primo periodo di crescita dell’impresa, non basta più.
La seconda metà degli anni ’80 coincide con la creazione di un nuovo packanging delle bottiglie (in particolare viene adottata la bottiglia di color verde scuro più funzionale alla conservazione del prodotto) e con l’adozione dell’attuale marchio.
Sono sempre questi gli anni delle prime campagne pubblicitarie sulla Gazzetta di Parma” e ne “Il Giornale del consumatore”. E sono gli anni delle prime promozioni: l’olio San Giuliano diventa l’alimento ufficiale dei piloti “Lancia Rally” e “Alfa Corse”.
Il proprietario, vuole fortemente che i prodotti San Giuliano diventino un’icona, un simbolo di Alghero e della Sardegna tutta, da esportare nel mondo. E i risultati di questa sua idea imprenditoriale non si fanno attendere, l’”Orgoglio di Sardegna”, termine coniato alla fine degli anni ’80 per denotare l’azienda algherese e i suoi prodotti, raggiungono le tavole di tutto il mondo, dal Nord Europa agli Stati Uniti, fino a raggiungere il Giappone.
Oggi, la “Domenico Manca S.p.A.” rappresenta una delle realtà imprenditoriali più importanti del Nord Sardegna, i cui prodotti sono conosciuti in tutto il mondo. Le proprietà si estendono per circa 180 ettari di terreno, di cui circa 140 destinati ad oliveto, localizzate in vari poderi attorno ad Alghero; il nucleo centrale è rimasto nella collina di “San Giuliano”, lì dove 30 anni fa il sig. Domenico ha dato vita all’impresa.
L’olio prodotto proviene da circa 20 mila piante di bosana, semidana, leccino, coratina e frantoio. Le olive prodotte sono circa 15 mila quintali; quasi tutta questa produzione è destinata ai frantoi, mentre la maggior parte delle olive da tavola viene acquistata dall’esterno, in particolar modo dalla zona di Dolianova, nel sud dell’isola.
Le categorie di olio prodotte sono quello extravergine, nelle varianti Fruttato, Biologico e Amabile, e il Primèr, un olio ottenuto con un metodo particolare e destinato agli “intenditori”; a questi si aggiungono l’olio d’oliva e l’olio di sansa di oliva.
Accanto a queste produzioni “classiche” se ne aggiungono altre che completano la gamma degli oli, come per esempio le olive in salamoia, l’aceto balsamico, una serie di prodotti sottolio, e la pasta di olive, destinate per lo più al mercato internazionale, in modo da ampliare e completare l’offerta dei prodotti a marchio “San Giuliano”. In questo caso non si esporta solo il prodotto, ma un modo di vivere e di “mangiare” tipicamente mediterraneo, ed in particolar modo sardo.
Le olive vengono raccolte nel periodo che va da ottobre a gennaio, utilizzando mezzi meccanici e man mano che la raccolta viene effettuata, immediatamente macinate. Gli impianti di molitura sono costituiti da molazze in granito e sistemi di estrazione a ciclo continuo, realizzati interamente in acciaio inox.
L’olio così prodotto viene poi stoccato in silos in acciaio “AISI 316”, interamente coibentati grazie all’azoto, che assicurano la temperatura ambiente durante tutto l’arco dell’anno e ne impediscono l’ossidazione. In questo modo l’olio potrà essere venduto per tutto il periodo successivo mantenendo intatte nel tempo le proprie qualità.
È prassi comune “tagliare” l’olio con altri oli per assicurare continuità di sapore e allo stesso tempo offrire ai diversi palati gusti differenti. Pertanto ogni giorno, il sig. Manca e alcuni suoi collaboratori provvedono ad assaggiare l’olio per verificarne la corrispondenza agli standard “San Giuliano”. Se nel settore vinicolo c’è la figura dell’enologo, in questo settore abbiamo l’”assaggiatore di olio”: un’arte che si impara con il tempo e con l’esperienza. È infatti compito dell’assaggiatore valutare di volta in volta il sapore dell’olio per assicurare continuità di sapore al prodotto.

di Maria Antonietta Fadda [Visita la sua tesi »]

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