Deiulemar

La Deiulemar nasce nel 1967 e si sviluppa grazie al coraggio, alla competenza e alla lungimiranza dei tre soci fondatori: Giovanni Della Gatta, Michele Iuliano e Giuseppe Lembo, dalle cui iniziali deriva la ragione sociale d’una delle maggiori società armatrici italiane. Le tre famiglie, originarie di Torre del Greco, sono unite da vincoli di parentela, infatti, i tre soci sono cognati (Giuseppe Lembo e Giovanni Della Gatta hanno sposato, rispettivamente, Filomena e Luciana Boccia, mentre Michele Iuliano ha sposato Gina Lembo, sorella del Comandante Giuseppe Lembo). Inoltre, possono vantare una lunga tradizione marinara, dovuta alla loro discendenza dall’armatore Giuseppe Palomba e dal comandante Salvatore Cafiero; figure emblematiche della marineria napoletana all’inizio del secolo scorso, il cui amore per il mare è stato tramandato alle tante famiglie di armatori che con successo e capacità hanno operato o ancora operano nel settore (si pensi alle note famiglie D’Amato, Di Maio, Palomba, Lembo).
I tre soci fondatori, dopo una lunga esperienza sulle navi, dal rango di mozzo fino a quello di capitano, nel 1966 stanchi di “essere soggetti al padrone” e desiderosi di “tornare a casa, per stare con la famiglia” decisero di mettersi in proprio. Fu indispensabile la mobilitazione dell’intera famiglia, degli amici e dei concittadini Torresi per la raccolta del capitale necessario all’acquisto del primo bastimento di 1.700 tonnellate di stazza lorda, ribattezzato White Pony (in seguito il cavallino bianco è diventato il “portafortuna” della società, tanto da essere raffigurato su ogni nave della flotta Deiulemar). I piccoli risparmiatori Torresi, che il Comandante Lembo definisce “mercato interno”, hanno avuto, ed ancora, hanno un ruolo determinante nella crescita e nello sviluppo della Deiulemar. Inizialmente, le risorse finanziarie necessarie all’acquisto delle navi sono state reperite dai soci, attraverso il “sistema dei carati”107. Questo sistema, successivamente, è stato sostituito dall’emissione di obbligazioni, preferita alla quotazione in Borsa (i motivi di questa scelta saranno spiegati nel prosieguo dell’analisi).
Tornando agli inizi, il Comandante Lembo ricorda, che l’obiettivo non è stato “guadagnare, bensì risparmiare”, infatti, nel periodo di ristagnazione degli anni 60 e 70, l’abbattimento dei costi è stato l’unico modo per assicurare la sopravvivenza dell’impresa. Da qui, la necessità di ricoprire più ruoli all’interno dell’azienda e partire, per lunghi periodi, come comandante delle navi di proprietà. Sin dalla nascita dell’impresa, ciascun socio (e appartenente alla famiglia) si è occupato di un’area specifica, scelta in virtù delle caratteristiche e delle abilità personali di ciascuno:
• Giuseppe Lembo, si è dedicato alla gestione dei noli, alla compravendita delle navi ed alla gestione dei rapporti esterni (soprattutto con gli investitori);
• Giovanni Della Gatta, si è occupato della gestione tecnica della flotta;
• Michele Iuliano, si è dedicato alla gestione amministrativa della società.
La svolta nella crescita e nello sviluppo della Deiulemar, si è avuto tra gli anni 80 e 90. In questi anni, emerge tutto il coraggio, la lungimiranza e la capacità imprenditoriale dei tre soci. Infatti, questo periodo segnato dall’ascesa di concorrenti Russi, Polacchi, Cinesi, Bulgari, Giapponesi, rese indispensabile, per competere su scala internazionale nel trasporto di carichi secchi e di carichi liquidi, l’investimento di ingenti capitali nella costruzione di navi nuove. Quest’ultime consentirono un risparmio notevole nei costi, rispetto alle navi di proprietà oramai obsolete e, quindi, poco competitive (per evitare l’insorgere dei costi, spesso, le navi ”vecchie” venivano tenute ferme nei porti). L’introduzione di motori più performanti (il pistone a corsa lunga) e l’automazione consentirono una significativa riduzione dei costi di manutenzione e di gestione della flotta. La Deiulemar, in Italia meridionale, fu la prima società ad intuire la necessità di investire nella costruzione e nell’acquisto di navi nuove, per conquistare quote di mercato e competere nel mercato mondiale dei trasporti marittimi di carichi secchi e di carichi liquidi.
Per raggiungere tale obiettivo, i soci intrapresero un periodo di lunga e proficua collaborazione con la FinCantieri di Castellammare di Stabia. Cooperazione che ha portato dei vantaggi sia al cantiere Stabiese, assicurando commissioni per circa 15 anni (1983-1997), sia alla Deiulemar, che ha potuto beneficiare dei contributi Statali, assegnati al cantiere navale. Esempio emblematico è stata la costruzione della nave “Filomena Lembo”. Il Comandante Lembo ricorda con soddisfazione, che la Fincantieri dovette restituire alla Deiulemar il 100% della somma pattuita per l’acquisto, grazie all’utilizzo dei contributi per la rottamazione, dei contributi per la nuova costruzione e dei contributi all’armamento pubblico spostati al settore privato.
Parte da qui un percorso imprenditoriale di successo in campo internazionale, fatto di intuizioni, dedizione ed abnegazione, che ha consentito alla Deiulemar di inserirsi rapidamente e a pieno titolo, fra le società leader in Europa nel trasporto di carichi secchi alla rinfusa e di carichi liquidi. Successo e rilevanza internazionale sono arrivati operando nel trasporto di carbone, minerali, granaglie, fertilizzanti e saldando contratti di lunga durata con grandi aziende operanti nel campo dell’energia, come l’ENEL, nella siderurgia e nella lavorazione di metalli non ferrosi. Le navi della DEIULEMAR coprono rotte oceaniche con prevalenza nel Sud-Est asiatico, Brasile, America, Nord Europa.
Sedici sono le navi di proprietà e recano i nomi di altrettanti componenti delle tre famiglie; gran parte sono scese in mare nell’ultimo decennio, infatti l’età media della flotta è di circa 5 anni. Le navi sono state costruite, secondo gli sperimentati progetti Burmeister & Wain del tipo Panamax Mark V, modello di nave che, per affidabilità e prestazioni ha riscontrato storicamente un costante successo sul mercato. Delle sedici, sette sono state costruite nel cantiere Stabiese ed hanno una stazza di 71 mila tsl, salvo una di 68.800; poi ci sono altre nove navi di grandi dimensioni, da 82.300 fino a 172.000 tsl, quest’ultima è la portata dell’ammiraglia “Giuseppe Lembo”, l’unità di maggiore tonnellaggio dell’intera flotta italiana. Aggiungendo alla flotta di proprietà, navi prese a noleggio, del tipo Capesize e Panamax, la Deiulemar nei momenti di massima attività controlla oltre settanta navi e la flotta raggiunge un totale complessivo di 1.400.000 DWT.

di Catello Maurizio Bussi [Visita la sua tesi »]

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