Selle San Marco

Selle San Marco S.p.A è uno dei maggiori produttori mondiali di selle per biciclette. La sua storia nacque all’indomani della fine della II guerra mondiale, nel 1948. E’ sempre stata un’azienda a conduzione familiare, guidata da tre generazioni della famiglia Girardi; ha la sua sede a Rossano Veneto, nel vicentino, in una zona che ben si può definire “il distretto della sella”. In questa area sorgono infatti le principali imprese del settore, che creano anche un notevole indotto di lavorazioni complementari. In particolare, sono presenti in quest’area Selle Royal, Selle Italia, Isca selle - Gipiemme, Selle Bassano, Selle Montegrappa, oltre a Selle San Marco. Insieme la produzione di queste aziende arriva al 90% del totale italiano e a più del 60% del mercato mondiale, esportando quasi 60 milioni di selle, nel 2001. Il secondo Paese produttore, Taiwan, esporta circa quattro milioni di selle, soprattutto di bassa gamma.
Selle San Marco è terza in termini di share of market, ma, se si restringe la valutazione alle sole selle di media-alta gamma, ora l’azienda si attesta al secondo posto (con il 35% del mercato), dietro al principale competitor, Selle Italia (con il 50% delle vendite). Questo perché negli ultimi anni la dirigenza di San Marco ha puntato alla leadership nei prodotti di qualità: segmento con vendite quantitativamente inferiori, ma che consentono margini molto più elevati. In questo cluster, l’unico altro concorrente è Fizik, marchio appartenente al gruppo Selle Royal.
Nell’alto di gamma, molto importanti sono le sponsorizzazioni alle squadre professionistiche e ai ciclisti più famosi. Si può così creare un mappa di posizionamento, che ha per variabili la qualità percepita dal consumatore e il legame con il mondo sportivo (indicato dalle sponsorizzazioni). Sono due fattori molto considerati dai ciclo-amatori, perché la qualità è un attributo imprescindibile per una sella, mentre il richiamo allo sportivo è un motivo di scelta di rilievo in un settore dove spesso si emulano le gesta dei campioni.
Nel 2002 il fatturato dell’azienda è pari a 7,6 milioni di Euro, in aumento di circa il 5% rispetto all’anno precedente. Ha una notevole importanza l’export: ben il 75% della produzione è venduto nei mercati esteri, tra i quali i principali sono USA, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Germania e Belgio. In Italia, i ricavi sono molto concentrati nel Veneto, dove viene fatturato più della metà dell’intero mercato italiano.
La produzione giornaliera è di circa 8 mila selle, per una totale annuo di 1,5-2 milioni di pezzi. Gran parte del lavoro è di assemblaggio. Si produce quasi sempre on demand (in particolare per l’alto di gamma), per due motivi principali:
- la capacità produttiva non è particolarmente elevata, perché molti pezzi sono lavorati a mano e ciò richiede un notevole tempo, visto anche il numero relativamente limitato di addetti alla produzione (circa 30);
- si preferisce mantenere un magazzino limitato: i beni hanno molte varianti e si vuole evitare di costruire prodotti che resterebbero invenduti.
Una simile situazione permette una grande flessibilità nella personalizzazione di certi particolari per i clienti, ma senza ripercuotersi nei tempi di consegna, che sono tra i migliori del mercato.
Per le selle destinate alle imprese costruttrici di cicli, l’azienda può invece avvalersi delle loro previsioni di produzione; questo è possibile anche perché le richieste sono rivolte a prodotti di qualità medio-bassa (con variazioni standard), assemblati con macchinari dedicati che velocizzano il lavoro. Un problema è l’assenza di un sistema gestionale integrato fra gli ordini e la Produzione: nell’ufficio vendite si usa un programma gestionale (IBM As400), ma questo non è collegato al reparto produttivo, che sfrutta solo un software di lancio dell’ordine. Questo causa spesso problemi di contabilità del magazzino, che vanificano il precedente vantaggio di velocità di esecuzione dell’ordine.

di Fabio Brunello [Visita la sua tesi »]

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