Gruppo Lovato

Le origini dell’attuale “gruppo Lovato” risalgono al 1962 quando quattro soci, fra i quali i due fratelli Roberto e Sandro Lovato, fondano una piccola azienda artigiana per la produzione di sedie e mobili, la “Cormobil”. Gli anni sessanta sono anni che vedono il grande sviluppo della produzione artigianale accompagnato da un processo di accumulazione di risorse all’interno dell’area e dal consolidamento dell’originaria specializzazione produttiva, fattori questi che segneranno nel decennio successivo il take-off industriale.
Negli anni settanta anche la Cormobil abbandona parzialmente l’artigianato e la produzione di sedie per seguire la scia dell’industrializzazione e pertanto attua una parziale modificazione del proprio core business passando prima al terzismo dei piani di tavoli e successivamente alla realizzazione di prodotti finiti e di panche angolari.
Agli inizi degli anni ottanta si ebbe la prima grande svolta che rappresentò il trampolino di lancio per la strategia di crescita e di espansione del gruppo.
Nel 1982 i soci decisero infatti di riposizionare la propria attività caratteristica affiancando nuovamente ai tavoli e alle panche angolari la tradizionale produzione di sedie e contestualmente delinearono i tratti salienti della propria missione strategica, tratti che possono essere riassunti in un chiaro ed univoco principio, ossia l’ottenimento della leadership di costo nella fascia mediobassa del mercato.
Ma un’altra grande opportunità gli si offrì pochi anni dopo, nel 1984 quando venne acquisita la ditta Sabot, una delle più grandi imprese del distretto che fallì proprio durante l’ondata recessiva scoppiata in quegli anni. Le cause del fallimento della Sabot non si spiegano però semplicemente solo con le difficoltà incontrate nel proprio segmento di mercato o nell’incapacità di sostenere la concorrenza agguerrita di prezzo tipica di quegli anni, in quanto esso fu dovuto a delle peculiari vicende imprenditoriali particolarmente negative. Il fatto più importante è che tale fallimento comportò la perdita dell’occupazione per ben 182 dipendenti.
Con l’acquisizione dei fabbricati della ditta Sabot iniziò quindi quel processo espansivo che porterà i fratelli Lovato a costruire un complesso di aziende le quali, se osservate da un punto di vista unitario, rappresentano un vero e proprio ciclo integrato di produzione.
Attualmente il “gruppo Lovato” è costituito da undici imprese fra di loro in parte collegate, ossia la Crabo s.p.a., la Top Sedia s.p.a., la Top Sedia France, la M.S. s.r.l., la Pan s.r.l., la Rodal International s.r.l., la Italsvenska s.p.a., la C Export s.c.r.l., la Chenna s.p.a., la Nuova Romano Bolzicco s.p.a. ed infine la Friulalba s.r.l. in Albania.
Un aspetto importante che bisogna sottolineare è che dal punto di vista giuridico e legale non si può parlare di gruppo in quanto non esiste una holding che detiene partecipazioni nelle controllate ed esercita il dominio sulle stesse.
Si tratta invece di una forma impropria di gruppo dovuta al fatto che i due fratelli Lovato detengono la maggioranza del capitale e quindi del controllo di tutte le undici società sopra citate, caratteristica questa che gli consente di attuare una conduzione unitaria su di esse (si rientra pertanto nella tipologia dei gruppi “personali” nei quali il vertice di comando è costituito da delle persone fisiche e non da una società capogruppo).
Oltre al controllo di tipo economico, vi è anche un controllo di tipo strategico dovuto al fatto che essi ricoprono all’interno della complessa struttura organizzativa i ruoli decisionali maggiormente strategici (responsabile commerciale e responsabile programmazione della produzione) nonché le cariche sociali più importanti (presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore delegato).
A causa di queste motivazioni i fratelli Lovato considerano le varie società controllate non come un qualcosa di eterogeneo che deve essere amalgamato, bensì come delle singole parti di un più grande ed indistinto sistema, ossia in altri termini come se si trattasse di una sola impresa. La gestione di questo particolare sistema di imprese formatosi per acquisizioni successive nel corso degli anni ha comportato delle notevoli difficoltà operative, concernenti soprattutto la questione dell’omogeneizzazione fra delle realtà imprenditoriali in parte eterogenee fra di loro. Consapevoli del problema relativo all’integrazione delle varie società sotto una guida strategica unitaria, gli sforzi dei fratelli Lovato sono stati sempre indirizzati a diffondere i valori e la cultura nei quali fin dagli inizi hanno sempre creduto e che all’esame del tempo si sono rivelati vincenti. Volendo fare uno sforzo di astrazione, si possono riassumere i quattro punti cardine della filosofia che da sempre contraddistingue le imprese del gruppo
Lovato, ossia:
1. solo un’azienda che produce può soddisfare le mutevoli esigenze del mercato mantenendo buoni livelli di qualità del prodotto;
2. il rispetto dei valori come l’ambiente, la qualità del processo produttivo e del prodotto non potrà che dare risultati positivi nel futuro;
3. un’azienda che valorizza le qualità degli uomini che la compongono ha grandi possibilità di diventare un’azienda leader sul mercato;
4. un’azienda che investe sul prodotto e sul servizio al cliente invece che in pubblicità potrà mantenere prezzi più vicini alle esigenze dei suoi clienti.
La definizione di una chiara strategia competitiva e l’impostazione di una filosofia aziendale orientata a portare ad unità un sistema di imprese che altrimenti resterebbe in parte disperso costituiscono le fondamenta grazie alle quali i due fratelli Lovato hanno saputo costruire una struttura produttiva del tutto innovativa ed atipica rispetto alle altre figure imprenditoriali presenti nel distretto industriale della sedia di Manzano.
Con una produzione annua che nel 1997 era costituita da circa 1700000 sedie, 250000 tavoli, 100000 gruppi angolari e 20000 complementi d’arredo, il gruppo Lovato è riuscito a diventare, in oltre trenta anni di storia, uno dei maggiori produttori del distretto nella fascia medio-bassa del mercato nonché il leader europeo indiscusso per quanto riguarda la produzione di sedute
smontabili. L’obiettivo che mi prefiggo in questo capitolo è appunto quello di studiare più da vicino tale interessante realtà industriale attraverso l’analisi delle principali attività poste in essere e delle più significative strategie competitive implementate.

di Fabrizio Viola [Visita la sua tesi »]

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