Datitalia

La DATITALIA Processing, costituita nel 1972, è una società appartenente al gruppo bancario Banco di Napoli, con un capitale sociale di 13,3 miliardi di lire, interamente versato. Il 70% del suo capitale azionario è detenuto dal Banco di Napoli, il restante 30% da GETRONICS S.p.a..
La sua missione aziendale è quella di conservare un ruolo, prevalentemente meridionale, ma di rilievo, nel mercato italiano dell’information e comunication technology.
Oltre 250 tecnici qualificati e di provata esperienza costituiscono il miglior investimento dell’azienda. Si tratta di specialisti che offrono una solida cultura informatica ed una conoscenza profonda dei problemi. La ricerca, la competenza tecnica, la conoscenza dei problemi e la presenza in azienda di ambienti hardware e software diversi, consentono agli uomini DATITALIA di sperimentare soluzioni ed acquisire, continuamente, esperienze concrete indispensabili nelle fasi di progettazione, sviluppo e gestione di servizi innovativi per la clientela.
La reputazione, la solidità economico - finanziaria, l’esperienza acquisita nel campo dello sviluppo e della gestione delle risorse informatiche per conto di vari istituti di credito, sono alcuni dei fattori che hanno contribuito maggiormente alla scelta, da parte del vertice aziendale del Gruppo Bancario Banco di Napoli, della società a cui affidare la gestione di alcuni servizi informatici.
Ma l’elemento determinante è stato, senza dubbio, l’appartenenza della DATITALIA al Gruppo Bancario Banco di Napoli S.p.a. Per quest’ultimo è stato sicuramente più facile rivolgersi ad una società che controlla con una partecipazione di maggioranza.
Questo tipo di opzione è stata preferita perché in tal modo è possibile controllare la produzione, aspetto critico non solo per il processo di automazione ma specialmente per il buon funzionamento della banca stessa. La gestione dei Sistemi Informativi, da parte del gruppo bancario Banco di Napoli, è divenuta critica a seguito della grande diffusione dell’automazione: l’architettura tecnologica dei Sistemi Informativi è divenuta più complessa attraverso l’applicazione delle tecnologie avanzate. Nel corso degli anni le tecnologie informatiche sono state adottate per supportare molte attività: per procedure operative come i conti correnti, i titoli, i fidi, che rappresentano il core business della banca, e per dare supporto alle decisioni manageriali con l’introduzione dei sistemi di supporto alle decisioni e dei sistemi esperti. Nei primi tempi, infatti, i Sistemi Informativi erano principalmente orientati alla riduzione dei costi e, spesso, destinati ad automatizzare il più compiutamente possibile funzioni precedentemente svolte dai singoli individui. Ma con la diffusione delle tecnologie informatiche nel sistema bancario i Sistemi Informativi sono stati orientati anche alla creazione di valore aggiunto aumentando l’efficacia, personalizzando l’offerta dei servizi esistenti o creando nuovi servizi.
Le tecnologie informatiche rappresentano, pertanto, la tecnologia principale nel settore bancario. Computer di tipo e dimensioni differenti sono utilizzati per elaborare e immagazzinare i dati prodotti dall’attività di gestione del denaro, sono utilizzati per le operazioni contabili sia della banca che dei suoi clienti, possono produrre le informazioni richieste dai clienti e dalle Autorità di Vigilanza, tutte le dipendenze delle banche sono collegate con la direzione centrale da reti telematiche.
Inoltre, la tecnologia informatica è critica per le banche anche in relazione al loro specifico processo produttivo. La banca, infatti, è un’azienda di servizi, per cui i servizi sono erogati nello stesso momento in cui sono prodotti. La gestione delle tecnologie informatiche da parte di una funzione Sistemi Informativi interna garantisce un controllo maggiore sul funzionamento e sullo sviluppo delle tecnologie informatiche rispetto ad una soluzione esterna. Tuttavia, con la crescita dell’automazione di un maggior numero di attività bancarie è stata avvertita l’esigenza, da parte del gruppo bancario Banco di Napoli, di affidare alla società DATITALIA Processing, che controlla con una partecipazione di maggioranza, alcuni servizi informatici, sia perché la funzione Sistemi Informativi, con le risorse che aveva a disposizione, non era in grado di dare una risposta a tutte le richieste, sia per contenere le dimensioni della funzione Sistemi Informativi mantenendo la flessibilità della struttura interna bilanciandola rispetto alle dimensioni dell’intero gruppo bancario.
Tra le due società, DATITALIA Processing S.p.a. e gruppo bancario Banco di Napoli S.p.a., vi sono relazioni basate sulla fiducia e sulla cooperazione a lungo termine.
Il gruppo bancario Banco di Napoli, tramite propri rappresentanti, partecipa ai consigli d’amministrazione e sceglie i maggiori dirigenti della società per mantenere uno stretto controllo sulla sua operatività. Il contratto, stipulato all’incirca una quindicina di anni fa, ha per oggetto, da una parte la cessione in outsourcing del sistema informativo aziendale della società Sofiban (società di gestione del risparmio del Gruppo Bancario Banco di Napoli S.p.a.) che gestisce i Fondi comuni di investimento e della società Banco di Napoli Commercio e Finanza che svolge attività di leasing e di factoring, entrambe facenti parti del Gruppo Bancario Banco di Napoli, e dall’altra la gestione e la manutenzione di alcuni sotto - sistemi informativi del Banco di Napoli (in particolare il C.E.D.) in forma di facility management. Nel primo caso il contratto si configura come un accordo di outsourcing globale in cui le risorse del servizio informatico sono totalmente a carico della società DATITALIA, la quale si assume la responsabilità di garantire che l’infrastruttura tecnologica sia funzionante, operativa ed aggiornata, che il software di sistema sia gestito ed aggiornato, che il software applicativo sia gestito ed aggiornato in relazione ai bisogni informativi delle suddette società, che sia disponibile una struttura di help desk atta a risolvere i problemi d’uso, che sia fornita la documentazione d’uso, e che il personale specializzato dedicato all’erogazione del servizio sia adeguatamente competente e numericamente necessario e sufficiente per gestire le risorse tecnologiche ed applicative impiegate.
L’adozione dell’outsourcing globale, modificando i ruoli del personale informatico del committente, può generare demotivazione e dar luogo a reazioni corporative, ma le società “Sofiban” e “Banco di Napoli Commercio e Finanza” hanno predisposto e gestito le cose in modo tale che il personale informatico interno abbia potuto trovare nuovi sbocchi in altri reparti aziendali, attribuendo loro nuovi compiti e nuove responsabilità.

di Rossella Sepe [Visita la sua tesi »]

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