Banca Popolare di Milano

La Banca Popolare di Milano viene fondata nel 1865 e rapidamente si afferma nel tessuto socio-economico del capoluogo lombardo grazie a un modello basato sulla mutualità, al finanziamento dell’imprenditoria minore, degli artigiani, dei commercianti sprovvisti di un adeguato sostegno creditizio e facile preda dell’usura.
Sino alla seconda guerra mondiale, BPM si sviluppa con le caratteristiche tipiche di una banca locale, accrescendo il proprio radicamento nel territorio di origine. Nell’immediato dopoguerra la Banca offre un deciso contributo alla ricostruzione e alla ripresa economica favorendo, in particolare, la creazione di piccole e medie imprese nell’alto milanese.
A partire dagli anni ’50 la strategia di crescita porta BPM a guardare oltre i confini lombardi: perfeziona la sua prima incorporazione, la Banca Popolare di Roma nel 1957, acquisisce il controllo della Banca Briantea e si assicura un pacchetto significativo del capitale della Banca Agricola Milanese, divenendone la principale azionista.
Dopo un decennio caratterizzato dal consolidamento della crescita registrata negli anni precedenti, gli anni ‘70 vedono un forte sviluppo dell’operatività che porta BPM oltre i confini originari con l’apertura di filiali a Torino e Firenze e di filiali e rappresentanze all’estero. Continua inoltre la sua strategia espansiva e nel 1979 incorpora la Banca Popolare Cooperativa Vogherese.
Gli anni ’80 confermano il grande potenziale e la solidità di BPM che partecipa, in posizione di primopiano, al salvataggio del Banco Ambrosiano (1982). Nel 1988 incorpora la Banca Popolare di Bologna e Ferrara. Alla fine degli anni ’80 si costituisce il Gruppo Bancario Bipiemme per offrire alla clientela un’assistenza multisettoriale completa e qualificata, con specializzazione nei più importanti settori dell’intermediazione finanziaria, del risparmio gestito e della banca telematica.
La liberalizzazione degli insediamenti consente una rapida crescita del numero di sportelli, specie a Milano e in Lombardia. Nella seconda metà degli anni ’90 vengono incorporate la Banca Agricola Milanese, la Banca Briantea, Banca 2000 (ex Inabanca) e si ottiene il controllo di Banca Akros.
Nel 2001 BPM acquisisce il controllo della Banca di Legnano, espandendosi in territori di notevole interesse economico, contigui al baricentro milanese. Nel 2003, nel quadro di una strategia di sviluppo ispirata a una crescita fondata sulla salvaguardia della propria identità, BPM firma un importante accordo con la Federazione di Strasburgo del Crédit Mutuel, finalizzato allo sviluppo di sinergie operative tra il Gruppo Bipiemme e il Crédit Industriel et Commercial, banca ben radicata nella capitale francese, controllata dal Crédit Mutuel. Nello stesso anno si definiscono con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria gli accordi per l’acquisizione del controllo della Cassa e per la successiva integrazione di quest’ultima nel Gruppo Bipiemme. Nel 2005 realizza il progetto Private Equity attraverso la partnership con Wise Venture SGR; sviluppa la partnership nel settore dei fondi immobiliari con AEDES S.p.A. e definisce l’accordo con il Gruppo Fondiaria-SAI nel campo della bancassicurazione.

di Laura Cadelo [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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