S.S. Lazio

Roma, nove gennaio 1900, lungo le sponde del fiume Tevere, su una panchina dirimpetto a piazza della Libertà, un manipolo di ragazzi si ritrova seduto a parlare di sport, e, soprattutto, di come sarebbe bello poterlo praticare a livello agonistico, sfidando le già presenti società capitoline.
Questo manipolo di scanzonati e determinati ragazzi era composto nell’ordine da Luigi e Giacomo Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Alceste Grifoni, Giulio Lefrevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier, tutti uomini destinati ad entrare nella storia della città di Roma, per aver posto le fondamenta della più antica e gloriosa società sportiva della capitale.
Furono infatti loro, mossi dalla ferma volontà di praticare l’attività ginnica, a porre in quella data le fondamenta per la nascita della Società Sportiva Lazio, dapprima semplicemente Podistica Lazio, determinandone nome, colori sociali e spirito.
In quei tempi ogni altra associazione era riservata a ranghi sociali distinti, mentre la Lazio nasceva come una volontà, un’aspirazione, una necessità della gioventù popolare, non facendo distinzione tra ricco e povero, tra nobile e plebeo, fra studente ed operaio ed accogliendo chiunque tra le proprie fila.
I colori sociali scelti furono il bianco ed il celeste, in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, mentre come simbolo fu scelta l’aquila, effigie dell’antico Impero Romano, e ritenuta il simbolo della città di Roma. La Lazio risulta essere la prima società calcistica non solo della capitale, ma di tutto il Sud Italia in generale.
Il sedici maggio 1902 la Lazio affronta la prima partita di calcio della sua storia e della storia della città di Roma in assoluto, affrontando la Virtus, una società nata da una sua stessa costola, e sconfiggendola per tre a zero, con tre goals del ravennate Sante Ancherani.
Nel 1913 la Federazione organizza per la prima volta un campionato a livello nazionale strutturato in gironi, al quale la Lazio prende parte, venendo sconfitta solo in finale dalla Pro Vercelli.
Nel 1927 la Lazio, divenuta società sportiva nel 1925, rischia di essere assorbita nella A.S. Roma, un nuovo progetto ad opera del gerarca fascista Italo Foschi, al quale si oppone il Generale Giorgio Vaccaro, anima del sodalizio biancoceleste.
Nei primi 50 anni della sua vita come polisportiva la Lazio si fregia della presenza tra le sue fila di campionissimi dello sport come Silvio Piola e Fausto Coppi, orgoglio, oltre che del sodalizio capitolino, di tutta l’Italia sportiva.
Il primo vero successo in campo calcistico arriva nel 1958, quando di fronte a cinquantacinque mila spettatori accorsi allo stadio Olimpico, la Lazio conquista la Coppa Italia, sconfiggendo in finale la Fiorentina.
Nel 1969 la società si trova in grave crisi finanziaria ed il presidente Umberto Lenzini si trova a dover ristrutturare la squadra, fondandola su giovani promesse come Giorgio Chinaglia e Giuseppe Wilson, che oltre ogni rosea previsione, riporteranno la Lazio nell’olimpo del calcio italiano, regalandole il primo scudetto nella stagione 1973-1974, diretti dalla magistrale e sapiente mano del compianto allenatore Tommaso Maestrelli.
Gli anni ottanta risultano invece caratterizzati da continue sventure, culminate nella morte di Tommaso Maestrelli e negli scandali del calcio-scommesse, che determinano la retrocessione a tavolino della Lazio in serie B, ed una pesante penalizzazione nel 1987, anno però della moderna rinascita laziale.
Nel 1988 la Lazio ritorna infatti in serie A e vi resta in maniera interlocutoria per quattro anni, finché alla presidenza non giunge il finanziere Sergio Cragnotti, che subito la riporta nelle competizioni europee e la rinforza anno dopo anno fino a portarla stabilmente a prendere parte alla lotta per il titolo ed alle più prestigiose competizioni in ambito europeo.
E’ comunque dal 1998 che la Lazio scrive le pagine più belle e ricche di trionfi della sua storia, conquistando nell’ordine una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana nel 1998, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea nel 1999, uno Scudetto, una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana nel 2000, anno del suo centenario, e rimanendo in maniera costante tra le prime dieci squadre europee, in base ai ranking periodicamente stilati dall’U.E.F.A., massimo organismo calcistico a livello continentale.
Oltre che per i successi sportivi, conquistati sul campo, la S.S. Lazio è stata continuamente al centro dell’attenzione per via delle innovazioni strategiche, strutturali, organizzative e finanziarie apportate dal Presidente Sergio Cragnotti in ambito di gestione societaria; come noto infatti, la S.S. Lazio è stata la prima società italiana ad essere quotata in Borsa, esempio presto seguito dalla A.S. Roma e dalla F.C. Juventus, ed è stata la prima ad affiancare alla semplice attività sportiva, anche un business di natura economico finanziaria di notevoli proporzioni.
Come è logico ad una siffatta implementazione dei campi d’azione, è seguita anche una più moderna e complessa organizzazione societaria, tesa ad amministrare aspetti gestionali che mai fino ad allora erano stati di pertinenza delle società sportive. Di conseguenza è venuto a crescere anche il ruolo ricoperto dalla comunicazione, che da semplice strumento di cronaca sportiva si è tramutata in imprescindibile collante di tutte le attività societarie, ricoprendo un ruolo strategicamente fondamentale all’interno del settore economico e commerciale.
Un’altra data memorabile per il club capitolino, è quella del sette aprile del 1997, in cui la storia del club stesso subisce una svolta epocale, con l’inaugurazione del centro sportivo di Formello, immagine di una nuova Lazio, ambiziosa ed al vertice del calcio internazionale, nonché investimento immobiliare di grande portata e segno tangibile della nuova immagine di cui la Lazio vuole fregiarsi, l’immagine di una società con un programma preciso e l’intenzione di annoverarsi stabilmente nell’elite del calcio mondiale.
Il 3 gennaio 2003, in conseguenza di una profonda crisi economico-societaria protrattasi per oltre due anni, ed in concomitanza con un Consiglio d’Amministrazione di cruciale importanza, è avvenuto quello che è considerato come un potenziale evento cruciale per lo sviluppo societario e sportivo futuro della S.S. Lazio: la famiglia Cragnotti al completo ha lasciato il controllo della società, che è diventata di proprietà di Lotito.

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