L’economia spagnola vive un anno splendido

Zapatero qualifica come eccellente il dato sul PIL, la maggior crescita dal terzo trimestre 2001

L’economia spagnola ha registrato una crescita annuale del 4,1% e un incremento trimestrale del 1,1%, mantenendo così un trend di accelerazione positivo, che il governo ha attribuito sia all’aumento degli investimenti dall’estero, sia alla domanda nazionale, che ha registrato una crescita del 4,8%.
I disoccupati in Spagna sono tornati, per la prima volta dal novembre 2006, sotto i due milioni, secondo l'Istituto nazionale del lavoro; la disoccupazione è scesa in tutti i settori, principalmente nel terziario. Da registrare in particolare il calo tra gli uomini del 2,9%, le donne del 2,1% e i giovani sotto i 25 anni del 5,97%. La crescita dell’impiego, a un ritmo del 3% nel primo trimestre, ha permesso di creare 554.500 nuovi posto di lavoro, e soprattutto, ha consentito la trasformazione, al giorno, di 2.700 contratti temporanei in assunzioni a tempo indeterminato.
Si registra viceversa un deficit commerciale strutturale e tassi di inflazione più alti della media UE; ma quello che maggiormente attira l’attenzione degli analisti è la contrazione del ramo industriale (0,3), mentre la crescita si ha nell’edilizia (8,3%) e nel terziario (3,6%).
Dall’altra parte, le industrie automobilistica, manifatturiera, alimentare e tessile contribuiscono al reddito nazionale per il 21%, e nell'ambito del settore dei servizi (66,2%), il ruolo principale spetta al turismo, alle banche e alle telecomunicazioni.

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