Juventus F.C.

Nel 1897 seduto su una panchina di corso Re Umberto, un gruppo di giovani del Liceo D'Azeglio di Torino decide di fondare una società sportiva con lo scopo primario di giocare al calcio. La Juventus Football Club, secondo la leggenda, nasce così, per gioco, per divertimento, per voglia di novità, traendo il proprio nome dalla traduzione dal latino di quello che doveva rappresentare, la gioventù, perché chi fa sport rimane sempre giovane. Il club viene fondato da ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 18 anni e si trova a doversi confrontare con squadre più grandi ed esperte, prime tra tutti la FC Torinese, l’altra squadra della città, la Milanese ed il Genoa. Le prime partite vengono giocate a piazza d’Armi, all’estrema periferia della città sul quale campo vengono disputati i primi incontri ufficiali ed i primi tornei che, però, vedono quasi sempre la vittoria egemonica del Genoa il cui ciclo è spezzato solo dalla Milanese nel 1901. La divisa ufficiale della squadra è di colore rosa con pantaloncini neri e calzettoni neri, cintura nera, berretto alla savoiarda e farfallino nero, ma ben presto cambiano colore: la tradizione vuole che John Savage, un industriale inglese che simpatizza per la Juventus, ordina le nuove divise dalla Gran Bretagna ma un errore nella lavorazione recapita a Torino delle magliette bianche e nere a strisce verticali, simili a quelle del Notts County155 che, sebbene non piacciano, vengono mantenute per mancanza di denaro. La svolta si ha nel 1905 quando il trasferimento al velodromo Umberto I, eletto nuovo stadio di casa, porta bene alla squadra che inizia il suo ciclo leggendario vincendo il suo primo campionato, battendo in finale il solito Genoa, ma negli anni seguenti il club attraversa periodo di difficoltà finanziarie e fino allo scoppio della Grande Guerra deve accontentarsi di occupare un ruolo marginale nella scena calcistica italiana,cedendo il passo alle più importanti Pro Vercelli e Casale (6 e 4 scudetti). Degna di nota è la fondazione, in quegli anni, del giornale “Hurrà Juventus”, tuttora commercializzato come periodico ufficiale della squadra. Un momento di svolta è segnato dagli anni ’30, quando ai successi nazionali si affiancano le prime partecipazioni alle competizioni internazionali e nello stesso tempo cambia nuovamente lo stadio casalingo: inizia l’epopea legata allo stadio “Benito Mussolini”, diventato poi stadio comunale (diviso con la rivale SS Torino, nata nel 1907), che durerà fino alla stagione 1989/1990 quando ci sarà il passaggio allo stadio attuale, lo stadio “Delle Alpi”.
Le fasi precedenti alla Seconda Guerra Mondiale fanno registrare, con l’improvvisa morte del presidente Edoardo Agnelli (figlio di Giovanni, fondatore della FIAT nel 1900, società da sempre associata alla squadra), l’inizio di un periodo difficile in cui si accenderà una fortissima rivalità con l’Ambrosiana Inter (poi ribattezzata Internazionale FC), seconda squadra della città di Milano, che eliminerà diverse volte la Juventus dalle competizioni ufficiali; ma il periodo nero sembra cessare con la cessazione delle ostilità belliche nel 1947, quando l’inizio del lungo sodalizio Juventus-Giovanni Agnelli Jr, traghetterà la Juventus alla conquista di numerosi titoli anche grazie alla ridotta competitività del campionato, diviso in due gironi fino all’inizio degli anni ’50, a causa delle difficoltà logistiche negli spostamenti nord-sud. La storia della Juventus prosegue con la presidenza di Umberto Agnelli, il presidente più giovane della squadra di tutti i tempi, sotto l’egida del quale ci saranno una sfilza impressionante di successi con la conquista del decimo campionato (che dà diritto ad apporre sulla maglietta una stella al di sopra del simbolo societario) nel 1958 e la terza coppa Italia nel 1959. Gli anni ’60 e ’70 sono anni di grandi successi ma sono solo il preambolo del ciclo leggendario degli anni ’80 che porta la torino juventina a gioire per la seconda stella e la vittoria di tutte le competizioni internazionali, fino alla coppa intercontinentale nel 1985 e replicata nel 1996. L’epoca moderna della Juventus si apre con un nuovo assetto gestionale guidato dalla “triade” Roberto Bettega, Antonio Giraudo e Luciano Moggi che metteranno a segno moltissime iniziative sportive ed economiche di rilievo, basti pensare al numero di vittorie raggiunte ed all’approdo alla quotazione in borsa nel 2001, compiendo un nuovo importante passo nell’evoluzione da società calcistica a entertainment and leisure group.

di Romolo Liguori [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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