Volvo

Fondata nel 1927, la Volvo è oggi una multinazionale dei trasporti con capacità di produzione in 30 paesi, all’incirca 79.800 dipendenti e vendite in più di 100 mercati (Volvo Environmental Report 1998). Il gruppo Volvo produce autovetture, camion, pullman, macchine escavatrici e motori per aeromobili ed imbarcazioni. Le attività si suddividono in sei business area: Volvo Car Corporation (VCC), Volvo Truck Corporation (VTC), Volvo Bus Corporation (VBC), Volvo Construction Equipment (VCE), Volvo Aero Corporation (VAC) e infine Volvo Penta Corporation (VPC). La maggior parte della forza lavoro, all’incirca il 60%, è impiegata in Svezia. Altri paesi con un numero significativo di lavoratori sono il Belgio, gli USA e il Brasile. Molte delle attività per lo sviluppo dei prodotti sono situate in Svezia, mentre le operazioni di assemblaggio avvengono in tutto il mondo. Il 55% del totale delle vendite sono in Europa Occidentale e il 33% in Nord America, mentre si stanno compiendo numerosi sforzi per sviluppare nuovi mercati in Europa Orientale, in Asia e in America Latina. Il gruppo Volvo si avvale inoltre di più di 200.000 azionisti e le sue azioni sono quotate in numerose borse valori europee, come pure a Tokyo e negli Stati Uniti (Nasdaq).Un numero sempre crescente di investitori sta dimostrando interesse nei programmi ambientali Volvo e decide di investire in essa, dopo aver ricevuto dettagliate informazioni sulla sua gestione della variabile ecologica..
Il 1998 è stato un anno positivo per la Volvo Car Corporation, con 399.700 unità vendute, un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. In Nord America le vendite sono aumentate del 19%, in controtendenza con il mercato che ha perso circa l’1%, in Europa del 6,6%, mentre a causa della crisi Asiatica in Asia e Giappone continua il declino (Volvo Magazine 1999). Gli investimenti correlati con l’ambiente, ossia nuovi impianti con migliori prestazioni ambientali, sono stati elevati soprattutto nei primi anni ’90, prevalentemente a causa dell’installazione di nuovi stabilimenti per la verniciatura.
I costi per la ricerca e lo sviluppo di prodotti correlati con l’ambiente, invece, sono cresciuti negli ultimi anni con l’implementazione di misure per ridurre il consumo di carburante e le emissioni. I costi per lo sviluppo di motori ecologici si ridurranno all’inizio del nuovo millennio, comunque il bisogno di investimenti in capacità produttiva crescerà non appena questi nuovi motori entreranno in produzione. Durante questi anni si stanno anche attuando una serie di programmi per il risparmio correlato con l’ambiente. Per esempio, un risparmio di 13,4 milioni di corone svedesi all’anno nello stabilimento della VCC di Torslanda, grazie all’implementazione di misure per il miglioramento dell’efficienza energetica o un risparmio di 1,5 milioni grazie al sistema di riciclaggio. Infine, bisogna ricordare che la Ford Motor Company ha completato l’acquisizione della Volvo Car Corporation nel Marzo del 1999, dopo lunghi mesi di trattative che hanno visto coinvolte, come potenziali offerenti, anche l’americana General Motors e la nostra FIAT e, quindi, oggi la Volvo Cars fa parte della “grande famiglia” Ford che include anche l’Aston Martin, la Jaguar, la Lincoln, la Mazda e la Mercury. Questa acquisizione fa parte del processo di concentrazione in corso nel settore automobilistico mondiale, basti pensare che ora anche la sudcoreana Daewoo è entrata nel mirino del colosso americano Ford. In un supplemento del quotidiano “The Economist”, intitolato Il futuro dell’auto, si da per scontato il fatto che nell’industria automobilistica mondiale continuerà il progressivo processo di consolidamento, iniziato con la fusione tra la Daimler e la Chrysler, perché neppure nel duemila le vendite saranno brillanti: le previsioni dei massimi esperti nel settore sostengono che in Europa la capacità produttiva rimarrà superiore del 30% rispetto alla domanda, ormai stagnante da alcuni anni.

di Andrea Scaletti [Visita la sua tesi »]

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