Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania

Il 18 Aprile del 1853, re Ferdinando II di Borbone, con un decreto, istituì in Calabria due
Casse, destinate a “prestazioni agrarie”, con sedi a Cosenza ed attività nella stessa città, oltre che nei
centri di Castrovillari e Paola, ed a Rossano, con attività nella medesima cittadina. Con la
proclamazione del regno d’Italia (1860), al posto delle due Casse, che non avevano ottenuto buoni
risultati, fu istituita una Cassa di Risparmio, con lo scopo di espandere a tutte le provincie, l’attività
creditizia, seguendo l’esempio del Centro-Nord del paese.
Fu allora, con una delibera del Consiglio Provinciale di Cosenza, che il 24 Settembre 1861,
nacque la Cassa di Risparmio, grazie ai fondi raccolti nella Tesoreria Provinciale, con sede negli stessi
Circondari suindicati. Il 2 Agosto 1862, iniziò l’attività a Cosenza.
Per 30 anni la Cassa fu amministrata dal Consiglio Provinciale, in maniera diretta, e solo nel
1892 si costituì un ente autonomo con amministrazione propria.
Poi, verso il 1920, si aprirono l’agenzia cittadina a Cosenza e le filiali a Paola, Castrovillari,
Rossano e nelle provincia di Catanzaro, per arrivare, nei primi anni ‘30, ad una diffusione omogenea
degli sportelli bancari in tutta la regione.
Sin dal 1954, la Cassa iniziò ad estendere le attività in Lucania e, nei primi anni ‘80, anche, in
Campania e nel Lazio; nel 1959, cambiò la denominazione in Cassa di Risparmio di Calabria e di
Lucania.
6.2 Il decennio della svolta (1987 1987-97).
Il 1987 vide la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, in seguito ad una profonda crisi
gestionale interna, subire, su “consiglio” dell’Istituto di vigilanza, l’intervento della Cassa di Risparmio
delle Province Lombarde (CARIPLO), della Cassa di Risparmio di Torino (CRT) e di altre varie Casse,
finalizzato a ricostituire accettabili equilibri patrimoniali, e venne utilizzato l’acronimo CARICAL.
Nel 1992, con le nuove normative bancarie, la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania
conferì la propria attività, senza soluzione di continuità, alla CARICAL - Cassa di Risparmio di Calabria
e di Lucania S.p.A.- nuovo soggetto giuridico di diritto privato, e assunse la denominazione di
Parte terza Capitolo 6
Tesi di laurea di Antonio Filippo Pag. 103
Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, cessando l’attività bancaria e dedicandosi a
finalità di interesse pubblico e di utilità sociale. L’atto di costituzione in S.p.A. sancì la nascita della
finanziaria di controllo Fincarical, composta dalla fondazione, dalla CARIPLO S.p.A., dal CRT e dalle
altre Casse partecipanti all’intervento.
Nella nuova società, non apparvero tuttavia chiare le direttive strategiche, perché la presenza
di altri istituti bancari condizionava le decisioni della Direzione Generale CARICAL e, nello stesso
tempo, non esisteva un “socio forte” che si facesse responsabile delle scelte per lo sviluppo. CARIPLO,
allora, diventò, di fatto, socio di riferimento pressoché “unico”, in quanto il CRT, secondo grande
azionista, sembrava essere disinteressato alle manovre strategiche e, oltretutto, orientato, per conto
proprio, alla creazione di un grande gruppo bancario.
Terminata la riorganizzazione del proprio assetto strutturale, la nuova CARICAL S.p.A. si
poneva l’obiettivo, quale banca “locale”, di ammodernarsi e di rafforzarsi per stare al passo dei
continui cambiamenti del sistema creditizio italiano. E quale banca locale, il suo ruolo dichiarato
diventava l’attività di retail-bank e l’assistenza all’imprenditoria (soprattutto quella di minori
dimensioni), in un rapporto più stretto con le istituzioni.
Il mercato, purtroppo, non le dava una mano. L’apparato produttivo locale poco strutturato e
l’organizzazione delle aziende ancora basata sul modello “familiare” evidenziavano le difficoltà della
banca a svolgere realmente il suo nuovo ruolo: entrare nel capitale azionario delle aziende e
modificare i rapporti “tradizionali” banca-impresa. Il problema occupazione rimaneva fondamentale
per lo sviluppo. A tutto ciò, va aggiunto il periodo di recessione economica che riguardava l’economia
nazionale e che aveva gravi ripercussioni per lo sviluppo locale.
Il mercato creditizio presentava una discesa dei tassi, il calo della domanda di credito con
crescita delle perdite, nonostante la ripresa dei depositi e dell’attività di raccolta.
La CARICAL fissava tra i suoi obiettivi strategici l’attenzione al piccolo risparmiatore ed agli
imprenditori “capaci”, con il fine di favorire l’espansione del sistema produttivo, perché (dalle parole di
G. Tricchinelli, vicedirettore della fondazione nel 1993), “solo finanziando l’imprenditore capace si può
dare al Sud una prospettiva migliore” (Morrone, 1993, p. 18). Così, l’istituto, con una sempre
maggiore integrazione nel Gruppo, si impegnava nella fornitura di nuovi strumenti creditizi, per
rispondere alle più esigenti richieste del pubblico. Sicuramente ha costituito un elemento innovativo
l’accordo con la Fondigest per l’offerta di un prodotto integrato CARICAL/Fondigest.

di Antonio Filippo [Visita la sua tesi »]

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