Grand Hotel di Rimini

Il Grand Hotel di Rimini fu progettato dal celebre architetto sudamericano Paolo Somazzi. I lavori del nuovo hotel iniziarono nel 1904, sotto la guida della Società Milanese Alberghi, Ristoranti e Affini., che, inoltre, nel 1906, ricevette dal Consiglio Comunale il controllo dello .Stabilimento Balneare di Rimini.. La società promosse la città ed i suoi servizi in Italia ed in Europa, presentandola come una delle principali mete turistiche del continente.
La .Società Milanese. cambiò l.immagine della vacanza a Rimini. Essa restaurò gli edifici della stazione balneare, estese le terrazze del Kursaal, centro elegante della vita di società, rinnovandone i servizi offerti in spiaggia e sul molo. La maggior parte del lavoro fu svolto su strade, viali, parchi e giardini sul fronte mare, e Rimini fu proclamata .la spiaggia del momento, “l’Ostenda d’Italia” e “la più bella spiaggia dell.Adriatico”.
La costruzione del Grand Hotel consolidò la nuova ed ambiziosa immagine della città come capitale europea delle vacanze. Fu inaugurato il 1° Giugno 1908 e fu l’evento culminante della stagione. Con le sue duecento camere, ampie terrazze, giardini esotici, sale sfarzose e una facciata rosa in elegante stile Liberty, l.hotel divenne presto la più importante attrazione del Mediterraneo e fu meta preferita delle vacanze estive delle più celebri personalità dell’alta società, altezze reali, nobiltà e figure eccellenti nel mondo dell’arte e della cultura, dall’Italia e da tutto il resto d’Europa.
Tra le figure eminenti che hanno frequentato il Grand Hotel di Rimini in quei tempi, possiamo ricordare la Regina di Sassonia, il Duca degli Abruzzi, la Principessa Luisa Laetitia di Aosta Napoleone, il Duca di Udine, i Principi Colonna di Stigliano, il primo ministro Signor Calandra, l’ambasciatore turco Harry Pasha che divenne Gran Visir, il Re Faruk, Elena Bianchi Cappelli, Lydia Borrelli, Geraldine Farrar, Enrico Caruso, Guglielmo Marconi, Pietro Mascagni e molti altri membri dell.alta società italiana ed internazionale.
Del mondo dello spettacolo: Bruce Willis, Demi Moore, Ornella Muti, Maria Grazia Cucinotta, Carol Alt, Monica Vitti, Alberto Sordi, Paolo Villaggio, Roberto Benigni, Stefania Sandrelli, Valeria Marini, Pamela Orati, John Landis, Pippo Baudo, Katia Ricciarelli, Sting, Claudio Baglioni,Vasco Rossi, Antonello Venditti, Franco Battiato, Joe Cocker.
Della politica: Micheaul Gorbachov, George Bush, Henry Kissinger, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, dell.aristocrazia: la Principessa Diana Spencer, il Principe Saudita Al Saud.
Dello sport: Max Biaggi, Alberto Tomba, Iury Chechi, Harada.
Della cultura: Umberto Eco, Dario Fo, Franca Rame, Enzo Biagi, Oliviero Toscani, Lucano De Crescenzo, Willy Pasini, Alberto Bevilaqua, Bruno Vespa, Carmen La Sorella, Lilly Gruber.
Nel 1910 il Grand Hotel passò in proprietà alla .Società Anonima Bagni Rimini.;
i nuovi proprietari costruirono una nuova lussuosa sala da pranzo con più di 350 mq di pavimento; a questa fu predisposta una terrazza con vista mare. L’hotel fu riorganizzato nuovamente nel 1919 e fu diretto per un lungo periodo dal sig. Damesis, chiamato .Il re degli albergatori. In questi anni il Grand Hotel diventò famoso per i suoi generosi banchetti, le sue sofisticate cene a lume di candela e soprattutto per i suoi splendidi ed eccitanti balli di beneficenza, organizzati dalle principali associazioni e club della città. Il mondo della moda fu particolarmente attratto dal Grand Hotel e, in molte occasioni, dopo lussuosi e stravaganti rinfreschi, modelle eleganti presentavano le ultime collezioni dei più illustri stilisti d.Italia. Due dei più memorabili eventi furono la sfilata organizzata da “Donna”, rivista femminile, il 25 agosto 1928, intitolata “All’ombra della Pagoda”, e quella della famosa Casa di moda di Torino “La Merveilleuse”.
Mercoledì 14 luglio del 1920, un grave incendio divampò ai piani superiori distruggendo le due cupole decorative (ornamentali) che impreziosivano il tetto. Furono eseguite delle riparazioni e l.hotel fu riaperto al pubblico, comunque le cupole non furono più ricollocate. Nel 1931 l’hotel fu venduto per 1.200 lire al Comitato Turistico di Rimini, che portò a termine gli urgenti lavori di restauro ed altri cambiamenti, e guidò la struttura fino allo scoppio della guerra.
Nel 1933, una rivista locale proclamò: “Il Grand Hotel, dopo una radicale trasformazione alle attrezzature e ai servizi, rappresenta il meglio che la vacanza in Adriatico possa offrire”.
L’Hotel, durante la guerra fu seriamente danneggiato e il Consiglio cittadino nel 1953 lo vendette per una cifra simbolica al signor Duranti, il quale iniziò la ricostruzione. Ma la fama leggendaria del Grand Hotel di Rimini fu creata dal fascino, dai clienti eccentrici e dall.allegra musica delle feste danzanti svolte tra le due guerre, e la leggenda vive ancora oggi nonostante i restauri eseguiti negli anni .50, il Grand Hotel continua ad offrire il suo magico e lussuoso splendore, l’autentico emblema di prima classe di turismo esclusivo.
Il signor Duranti vendette l.Hotel alla famiglia Arpesella nel 1963 per la favolosa
somma di 1 milione di dollari e il lavoro della ricostruzione continuò trasformando il Grand Hotel ad apertura annuale anziché stagionale. Oggi il Grand Hotel continua ad avere la sua leggendaria reputazione offrendo servizio di prim’ordine e prestigio irresistibile.
Il Grand Hotel di Rimini ha ispirato fantasie e sogni e fin dalla sua inaugurazione molti Riminesi (chi per nascita e chi per adozione) hanno una forte affezione per esso. Le memorie e i sogni di Federico Fellini furono realizzati in “Amarcord”, il film che, proiettato nel 1973, consacrò il mito del Grand Hotel al resto del mondo.

di Giorgio Scarfone [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

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